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Magona ad Arvedi, Mittal non molla sulla verniciatura

Magona ad Arvedi, Mittal non molla sulla verniciatura

Incontro interlocutorio tra azienda e sindacati Ieri la visita di Corsini, presidente dell’Autorità portuale

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PIOMBINO. Arcelor Mittal non fa passi indietro e nella sostanza nell’incontro di ieri dell’ad Leandro Nannipieri con i sindacati, ha confermato la volontà dell’azienda di procedere, nella vendita di Magona ad Arvedi, al mantenimento della proprietà della verniciatura trasferendola a Genova 12 mesi dopo la vendita dello stabilimento, con i suoi 60 lavoratori. La vicenda comunque approderà in tempi brevi al Mise dopo i passaggi istituzionali già avvenuti con Comune e Regione.

«È stato un incontro interlocutorio – spiega il coordinatore delle rsu Fiom, Claudio Valacchi – l’apertura di un confronto commerciale tra i due gruppi nell’ottica finalizzata alla soluzione dei problemi ancora aperti, tra i quali anche quello della verniciatura. Comunque – prosegue – l’accordo preliminare presentatoci il 22 gennaio è ancora vigente nonostante la fluidità del nuovo approccio che si dipanerà nelle settimane a venire».

Ovvio che il sindacato continui a ritenere inaccettabile l’ipotesi di cedere il reparto, per la difesa dei 60 lavoratori ma anche della stessa continuità di un’azienda dove un quarto dell’attuale produzione è finalizzata appunto alla verniciatura.

Il sindacato di fabbrica ha quindi deciso di convocare le assemblee generali, mentre ieri dopo l’incontro con Nannipieri, le rsu hanno inviato al Mise la richiesta di incontro urgente.

Le assemblee si terranno giovedì 15 dalle 9 alle 10 per i lavoratori del primo turno e dello spezzato, eccetto zincature che si riuniranno con i colleghi di secondo e terzo turno dalle 21 alle 23.

Nella stessa giornata di ieri visita di cortesia in Magona da parte del presidente dell’Autorità portuale, Stefano Corsini, che ha incontrato il direttore di stabilimento, Giovanni Carpino, il responsabile dell’approvvigionamento, Stefano Pisaneschi, e quello della logistica, Stefano Battistini.

«Tutte le materie prime arrivano via nave – ha detto Pisaneschi – Nel 2017 abbiamo movimentato tramite il porto di Piombino 700mila tonnellate di coils, che vengono trasformati in prodotti finiti attraverso le varie fasi di lavorazione».

«In Italia non c’è una cultura del trasporto via treno – ha detto Carpino – e se un domani dovessimo sviluppare i nostri mercati, il potenziamento delle ferrovie potrebbe rivelarsi fondamentale, soprattutto per un porto come Piombino, che la nostra azienda intende continuare a utilizzare come hub di riferimento per i propri traffici».

Il presidente Corsini, che non ha fatto mistero di stare lavorando a un piano del ferro di sistema per potenziare i traffici ferroviari di Piombino, ha dichiarato che «la posizione dello scalo piombinese nell’ambito del sistema portuale è strategica per la logistica dell’acciaio».

«Siamo contenti che un interlocutore del calibro di Magona – ha concluso il presidente dell’Autorità portuale – continui a considerare il porto di Piombino un hub importante per i propri traffici e lavoreremo per sfruttare appieno tutte le potenzialità dello scalo». (cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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