Il Tirreno

La testimonianza postuma 

L’operaio morto lascia scritto dove erano i carri siluro

PIOMBINO. Un amico testimone dell’interramento dei siluri di ghisa in Lucchini ha lasciato per lui una lettera da recapitare dopo la sua morte, avvenuta di recente. E lui, Antonio Masullo, ne ha...

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PIOMBINO. Un amico testimone dell’interramento dei siluri di ghisa in Lucchini ha lasciato per lui una lettera da recapitare dopo la sua morte, avvenuta di recente. E lui, Antonio Masullo, ne ha ricavato una sorta di mappa consegnata poi ad un sindacalista. La conferma della validità del disegno sta nei ritrovamenti avvenuti negli ultimi giorni all’interno del parco rottami nell’ambito dell’inchiesta condotta dai Noe. In piena era Lucchini. «Era un carissimo amico che ha assistito a tutte le mie vicissitudini nel rapporto con la Lucchini», afferma Masullo. «Per questo - prosegue il pensionato - ha lasciato detto ai familiari di darmi questa lettera in modo da rendere nota la cosa, chiedendo che poi fosse distrutta. Lui non aveva parlato perchè temeva di essere licenziato. Sapeva delle ingiustizie che avevo subìto. Di fatto fui costretto a dare le dimissioni».

Tutto nacque da una questione di inquadramento non riconosciuto «con i sindacati - dice - che mi presero in giro». Una situazione scandita da gesti eclatanti eseguiti dall’uomo per portare l’attenzione sul suo caso.

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