Italia
Ex Seca, si decide sul concordato
In ballo anche gli altri asset e il futuro di una cinquantina di lavoratori
PIOMBINO. Sono giorni delicati e decisivi per le sorti di una cinquantina di lavoratori ex Seca (14), ex Siderpiombino (32), questi ultimi approdati alla Fucine Italia in una procedura di affitto di ramo di azienda, e della tenuta agricola Toledo (5).
E’ attesa per i prossimi giorni infatti la decisione del giudice fallimentare sulla richiesta di concordato liquidatorio che salverebbe il posto a questi lavoratori e restituirebbe almeno una parte di quanto dovuto ai creditori.
Una situazione debitoria importante per aziende che dopo aver vissuto momenti positivi hanno subìto una crisi progressiva e un indebitamento cresciuto nel tentativo di salvarle, che ha portato poi alla situazione attuale.
Si tratta della terza presentazione di richiesta di concordato che vale diversi milioni di euro: molti sono gli asset già dismessi, a dicembre il tribunale ha giudicato insufficiente la proposta e ha dato ancora tempo fino a metà febbraio per presentarne una nuova, arricchita da altri immobili a garanzia.
Così sono stati fatti importanti sforzi economici per formulare una nuova proposta convincente a cui sono aggrappati i lavoratori.
Se arrivasse il fallimento, per loro infatti non ci sarebbe futuro in Seca (che ha un preaccordo con Setramar) e in Fucine Italia che semplicemente “restituirebbe” a Siderpiombino, ormnai chiusa, i lavoratori arrivati con l’affitto del ramo d’azienda.
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