Sicurezza
Carabinieri in Aferpi, trovati “siluri” interrati
Il Circolo fabbriche del Pd: «Bene Calenda, ma la visione del piano Cevital non vada perduta»
PIOMBINO. I carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) su ordine della Procura di Livorno hanno sequestrato un’area nella zona del parco rottami dove dopo aver scavato sono stati ritrovati sei carri siluro, che in passato trasportavano la ghisa dall’altoforno al convertitore, seppelliti quando raffreddandosi troppo, la ghisa non era più utilizzabile. Un’inchiesta, sempre per presunto danno ambientale, era già stava avviata nel 2001 senza portare a risultati.
Intanto Rfi ha accettato la richiesta di proroga avanzata da Aferpi, in relazione al mancato rispetto degli impegni presi sulle consegne delle rotaie. La proroga è fino a metà aprile e da fonti aziendali emerge che intorno alla metà di marzo arriverà una nave con 20mila tonnellate di blumi più che sufficienti a rimettersi in pari con Rfi. Niente black list, quindi, anche se la proroga sembra nel solco di quella in arrivo per le concessioni portuali. Mosse cioè che lasciano fuori temi importanti dal contenzioso tra Aferpi e Governo.
Il ministro Carlo Calenda martedì scorso si è detto certo di poter dare il via a una nuova amministrazione straordinaria, ma certo punta a una soluzione diversa, e cioè a un accordo tra Issad Rebrab e Sajjan Jindal, con la conferma da fonti qualificate i che i colloqui sono avviati e proseguiranno nei prossimi giorni.
Intanto sul caso interviene il Circolo delle fabbriche del Pd secondo cui «l’azione intrapresa dal ministro era ineluttabile. I termini decisi con cui Carlo Calenda la sta portando avanti ci conforta, benché nessuno di noi si illuda che sia cosa facile riuscire a individuare una modalità rapida e condivisa che possa portare in tempi brevissimi a un nuovo scenario».
«Passare nuovamente attraverso una amministrazione straordinaria e mettere lo stabilimento sul mercato – sostiene il Circolo fabbriche Pd – porterebbe via mesi preziosi che non ci possiamo permettere. Il tempo non è una variabile indipendente, per questo auspichiamo che, anche attraverso misure e sforzi eccezionali, si riesca a giungere a un accordo di cessione da parte dell’imprenditore algerino e all’arrivo di un nuovo e più credibile interlocutore».
Per il Circolo delle fabbriche «la fabbrica, a ridosso dell’abitato, è divenuta fin troppo ingombrante. Questa impostazione non è più sostenibile per un territorio che giustamente coltiva anche altre legittime aspirazioni. L’ambiziosa visione del futuro del territorio racchiusa nell’accordo di programma del 2014 guardava proprio in questa direzione, mirando al superamento di una gloriosa monocultura industriale, allontanando gli impianti dal centro cittadino e liberando aree preziose, riassegnandole nuovamente a fini produttivi. In quest’ottica il piano Aferpi – è la conclusione – era stato da noi accolto positivamente e a nostro parere, nonostante il naufragio del progetto Cevital, quella visione non deve andare perduta. Chiediamo quindi a tutti gli attori in gioco, presenti e futuri, di avere la forza e il coraggio di portare avanti quella che era una idea valida che Cevital non è riuscita ad attuare».
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