Il Tirreno

Il Carnevale “degli apini” Suvereto pronto alla festa

Il Carnevale “degli apini” Suvereto pronto alla festa

Domenica tanti gruppi mascherati con i piccoli carri allegorici che sfileranno Tra i cavalieri di Ildebrandino e gli immigrati, spazio anche alla gastronomia 

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SUVERETO. «Domenica prossima festeggiamo col carnevale suveretano, una semplice ma sentita tradizione che vanta validi precedenti, ma che non vuole scimmiottare e tanto meno competere con le altre più importanti».

Definisce così l’iniziativa Rosalba Cardinale, consigliere comunale, che coordina l’apposito gruppo che da qualche anno garantisce la continuità della sfilata.

«Siamo tutti impegnati negli ultimi giorni di preparativi – prosegue - che poi sono un tutt’uno con la festa in piazza vera e propria, infatti il divertimento di chi vi partecipa supera quello degli spettatori. Si può definire una sorta di “carnevale degli apini”, con i piccoli mezzi addobbati in modo da indicare il soggetto scelto, poi interpretato dalle maschere al seguito. Per ora preferiamo non avventuraci con mezzi e realizzazioni più grandi per motivi di sicurezza e organizzativi. Per il futuro pensiamo ad ingrandirlo coinvolgendo sempre di più i rioni, ma anche le aziende vinicole e i ristoratori».

Per gli argomenti scelti ovviamente tutto è rimandato a domenica pomeriggio alle ore 15 quando i gruppi sfileranno tre volte nel centro storico, per poi terminare in piazza Vittorio Veneto dove l’Associazione commercianti e i “Maggerini di Suvereto” allestiranno una merenda e un aperitivo per grandi e piccini. Gli esercenti locali poi premieranno i migliori protagonisti. Ci sarà un gruppo di Prata, agguerrita frazioncina di Suvereto sulla via per l’Annunziata, e Sassetta, poi quello denominato “delle bimbe”, quindi “Mario e c.”, al quale quest’anno si sono associati i cavalieri di Ildebrandino. Una simpatica partecipazione sarà quella di alcuni ragazzi ospiti del Centro accoglienza profughi di Poggio al Turco che sfileranno mascherati con un loro soggetto.

«Anche questo è un modo importante per farli socializzare con la nostra comunità – rileva la Cardinale – a contatto con i suveretani, in attesa di conoscere la loro sorte futura. Ci sarà anche il gruppo dell’associazione Riolab di Riotorto che già collabora con noi nelle serate d’estate. Domenica scorsa una nostra rappresentanza del carnevale è stata a Riotorto, ovviamente con i costumi del 2017, ed ha riscosso un notevole successo. Ora ci renderanno la visita». Sul carnevale esistono testimonianze e vecchie foto di prima della guerra, così come dell’edizione, molto bella, del 1947 con carri allegorici impegnativi e tantissimo pubblico. Negli anni successivi si ricordano iniziative come quella dell’infaticabile Ciorli col “Cicciolo”, un pupazzone di cartapesta, molto ammalato, al cui capezzale si muovono esilaranti chirurghi, aprendo uno squarcio nella pancia da dove sortiva un po’ di tutto, a cominciare dalle interiora, ma di maiale (leggi salsicce) poi subito condite e mangiate come tutto il resto... L’era è ben documentata nei quattro anni (1969-1972) organizzati dal neonato “Comitato per i festeggiamenti e la valorizzazione di Suvereto”, come si chiamava allora.

Ci sono foto e filmati digitalizzati e riproposti sui social network (facebook.com/amicidi.suvereto e Youtube) con gruppi musicali, carri allegorici su temi locali e generali, sfilate di mascherine oggi con 50 anni di più… La tradizione carnevalesca è proseguita anche negli anni ottanta e novanta con notevoli realizzazioni, fino all’edizione di domenica.

Michelangelo Pasquinelli



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