Attenzione
I sindacati: avanti col commissariamento
Le rsu non si fidano dell’annuncio di Rebrab di una trattativa con Jindal. «Solo atti concreti possono interrompere il percorso»
PIOMBINO. Solo un atto formale, non solo «concreto e irreversibile», ma pure «certificato e approvato dallo stesso ministro Calenda», può interrompere il percorso che porta alla nuova amministrazione straordinaria per la ex Lucchini. Che porterebbe con sé un commissario e risorse stimate in 50-60 milioni per consentire la ripresa dell’attività produttiva in attesa di una nuova gara.
È questa la posizione delle rsu Aferpi e Piombino Logistics di Fim, Fiom e Uilm in una nota diffusa dopo il consiglio di fabbrica di ieri mattina. L’atto formale, per capirsi, è un impegno scritto di Issad Rebrab e di Sajjan Jindal che certifichi la volontà delle parti di chiudere l’affare.
Ovvia la preoccupazione dei sindacati, e cioè che Rebrab ancora una volta abbia inteso solo prendere tempo, proprio quando di tempo ne è rimasto poco, pensando che il Governo, e Calenda che ha impresso una svolta, hanno poco più di un mese davanti. Tutto ciò dal punto di vista politico, visto che tecnicamente e dal punto di vista giudiziario la vicenda è comunque gestita dai legali del ministero.
Sul presunto avvio di una trattativa tra Cevital e Jindal il ministro «ha annunciato di aver ricevuto da Cevital una comunicazione – riferiscono i sindacati – in cui l’imprenditore algerino ha dichiarato di voler incontrare i vertici di Jsw per cercare un eventuale accordo legato alla cessione dello stabilimento di Piombino».
Un riferimento concreto rispetto a Jindal, di cui peraltro dopo l’interesse mostrato la scorsa estate dall’industriale indiano, nulla si sa.
Anche per questo Calenda ha preso alcuni giorni per compiere le verifiche.
Per tutto ciò il sindacato ribadisce che «la miglior soluzione, da noi auspicata, rimane la cessione diretta dello stabilimento attraverso una compravendita» ma rivendica che «il percorso indicato e intrapreso dal ministro verso una nuova amministrazione straordinaria non debba essere interrotto se non in presenza di un atto formale tra le parti»,
A prescindere da questo timore, le rsu Aferpi e Piombino Logistics ieri al termine del consiglio hanno valutato come «positive, seppur con la necessaria prudenza, le risposte fornite dal ministro rispetto alle nostre richieste. Calenda ha determinato un preciso percorso con tempi certi e stringenti. I tempi necessari da lui indicati, una volta depositate le istanze al Tribunale di Livorno – spiegano Fim, Fiom e Uilm – sono di circa un mese per quanto riguarda la dichiarazione d’insolvenza e immediati per ciò che riguarda l’amministrazione straordinaria».
I sindacati spiegano anche che «questo percorso è al riparo, a detta del ministro, da eventuali tentativi di ricapitalizzazione, che riteniamo strumentali, da parte della proprietà in quanto si basa sulla necessità di salvaguardare il patrimonio aziendale».
Insomma, il rischio di perdere l’unico mercato rimasto, quello delle rotaie, per inadempienze che impedirebbero comunque ad Aferpi di partecipare alla prossima gara in maggio delle Ferrovie, secondo Calenda è tale da prefigurare quell’insolvenza prospettica alla base di un nuovo commissariamento delle acciaierie.
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