Il dolore
Classico e musicale restano sulla carta
I due licei non hanno raggiunto le iscrizioni necessarie. Bene invece la musica alla Guardi: formata una prima di 23 alunni
PIOMBINO. Lo scrittore inglese William Makepeace Thackeray ne era convinto: «La novità ha un fascino a cui difficilmente possiamo resistere». Opinione condivisibile ma, di fatto, non condivisa da genitori e ragazzi piombinesi che, usciti dalle medie, si preparano al mondo della scuola superiore. In mezzo, infatti, a tante possibilità – dagli istituti tecnici o commerciali, fino al liceo, dalle materie scientifiche a quelle più umanistiche – a settembre sarebbero potute partire due novità: il liceo musicale, interno al complesso scolastico statale Isis Carducci Volta Pacinotti, e il liceo classico, proposto dall’istituto paritario Alberti. Due opportunità in più nell’ambito di un territorio che pareva sentirne l’esigenza. L’imperfetto è d’obbligo dal momento che entrambi gli indirizzi non partiranno. Come mai? Semplicemente perché nessuno, o quasi, ha fatto richiesta di iscrizione. Andiamo con ordine.
LICEO CLASSICO. Il liceo classico è scomparso ormai da diversi anni a Piombino per carenza di studenti. Ricordiamo che nella scuola pubblica una classe può nascere se ha un certo numero di alunni, vincolo che, al contrario, un istituto privato non ha. Almeno sulla carta. Bastavano infatti cinque adesioni all’Alberti per avviare la prima classe del liceo classico. Peccato che non ne siano arrivate. «Al momento non abbiamo avuto alcun riscontro – afferma la preside della scuola paritaria, Edi Torresi – Eravamo andati anche nelle medie a parlare con i ragazzi e alcuni erano interessati e intenzionati a fare il classico. Ad oggi, però, non abbiamo ricevuto nessuna iscrizione. È vero che per noi c’è tempo fino a marzo, ma non credo che i genitori aspettino. Più facilmente hanno iscritto i figli altrove, probabilmente a Cecina. Soltanto una mamma, che aveva iscritto in precedenza anche l’altra figlia da noi e conoscono come lavoriamo, ha telefonato nei giorni scorsi. Nient’altro. Dispiace molto – continua la preside – perdere un’opportunità del genere. È vero che i genitori solitamente sono molto timorosi quando si tratta di scegliere la scuola dei figli, però si parla tanto delle opportunità che mancano e quando ci sono non si colgono. Non credo che sia un discorso economico; la quota mensile stabilita di 166 euro è più bassa rispetto a studiare in un’altra città».
LICEO MUSICALE. Salta anche la prima classe del liceo musicale. Servivano almeno 25 adesioni per farla partire e ne sono arrivate soltanto sei. «Non mi aspettavo certamente 40 iscritti, però pensavo di poter ragionare nell’ordine di 16-17 e invece siamo molto al di sotto della soglia minima – spiega Gabriella Raimo, dirigente scolastico dell’Isis Carducci Volta Pacinotti –. Un po’ di delusione c’è, inutile negarlo. Se riproveremo il prossimo anno? Ora come ora non posso dirlo, dipende anche da altre situazioni». La delusione arriva anche dai docenti delle materie musicali che insegnano alla scuola media “Andrea Guardi” di Piombino, che da 4 anni ha una sezione a indirizzo musicale. «Piombino è in una posizione strategica per un liceo musicale – sostiene Alessandro Marconi, maestro di clarinetto alla Guardi –. Qui potrebbero studiare non solo i ragazzi piombinesi, ma anche dell’Elba e del territorio che altrimenti sono costretti ad andare a Livorno o a Grosseto. L’avvio di un liceo musicale, inoltre, sarebbe stato lo strumento ideale per gli studenti in uscita dalla scuola media che fossero stati interessati a continuare il percorso formativo musicale. Per fortuna proprio alle medie va meglio e siamo soddisfatti».
OK LA MEDIA “GUARDI”. Già, la scuola media Guardi, infatti, continuerà a studiare musica e lo farà con una prima composta da 23 nuovi alunni. «Abbiamo messo in atto precipitosamente azioni e attività per attrarre i ragazzi – afferma il preside Maurizio Grassi –. Siamo ad esempio andati nelle elementari per illustrare il progetto e alla fine siamo riusciti a ottenere i numeri giusti per fare una prima. Per il prossimo anno abbiamo intenzione di muoverci per tempo. Per il liceo musicale invece dispiace molto – commenta Grassi –. È un gran peccato per questo territorio che sta male ma non vuol venirne fuori. D’altra parte la scelta è dei genitori che evidentemente non riescono a capire il valore di questo indirizzo. Che dire, è una brutta notizia, come lo fu, ormai anni fa, la scomparsa del liceo classico». Francesca Lenzi
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