Proteste
Aferpi, commissariamento più vicino
Calenda pronto a contestare l’insolvenza a Cevital e ad avviare una nuova amministrazione straordinaria. Intanto si riaffaccia Jindal
PIOMBINO. Alle acciaierie di Piombino si va verso un nuovo commissariamento: nell’incontro che si è svolto ieri al Mise (presenti oltre a Fim, Fiom, Uilm e Uglm, la viceministra Teresa Bellanova, il commissario Piero Nardi, il governatore Enrico Rossi, il sindaco Massimo Giuliani e il vicesindaco Stefano Ferrini), il ministro Carlo Calenda ha informato i sindacati che è partita la diffida al collegio sindacale di Aferpi per la convocazione dell’assemblea dei soci, che deve pronunciarsi sulla situazione contabile della società, da tenersi entro 15 giorni.
Trascorso questo termine il ministro ha annunciato che presenterà le due istanze, di insolvenza per Cevital e di amministrazione straordinaria per Aferpi, che Calenda conta di avviare con lo strumento del decreto.
A rafforzare la scelta del ministro c’è la situazione di inadempienza di Aferpi nei confronti delle Ferrovie dello Stato: l’azienda infatti non ha rispettato la scadenza de l31 dicembre per le consegne, fissata nel contratto, ha chiesto una proroga su cui Rfi non si è ancora pronunciata.
Ma tutto lascia pensare che proprio in relazione a questa inadempienza Aferpi non potrà partecipare alla prossima gara per la fornitura di rotaie prevista a maggio. Così che, venendo a mancare quello che di fatto è l’ultimo cliente rimasto all’azienda algerina, l’insolvenza prospettica a quel punto diventerebbe evidente «mettendo al riparo – dicono i sindacati riferendo la risposta del ministro al quesito – anche da un’eventuale tentativo di ricapitalizzazione».
Calenda ha poi rivelato che nella lettera ricevuta in settimana da Cevital, il presidente Issad Rebrab ha dichiarato di voler incontrare Sajjan Jindal per cercare un accordo tra le parti. E se l’accordo fosse confermato da un atto formale il ministro si è detto in condizione di interrompere la procedura e riconvocare le parti per valutare insieme come procedere.
È la prima volta – fanno notare i sindacati – che il ministro cita esplicitamente l’industriale indiano, seppur facendo riferimento alla lettera di Cevital. Del suo interesse per lo stabilimento piombinese i giornali avevano scritto nei mesi scorsi, ma le richieste di Rebrab – 200 milioni secondo lo stesso Calenda – di fatto sembravano aver chiuso ogni trattativa.
Ovviamente Calenda punta ancora a una soluzione che preveda la cessione diretta della società, così da evitare non solo i tempi tecnici del nuovo commissariamento, ma anche quelli necessari a mettere in piedi una nuova gara per la ex Lucchini, che a quel punto si renderebbe indispensabile.
Naturale però che dopo tanti stop and go degli algerini, Calenda intenda verificare la fondatezza dell’annuncio di Rebrab di una trattativa riaperta con Jindal. Anche per questo il ministro si è impegnato a riconvocare il tavolo entro una settimana, dieci giorni.
Fim, Fiom e Uilm, pur spiegando la necessità «di mantenere tutte le cautele del caso, dettate dalla complessità della procedura», esprimono «un giudizio positivo in quanto non solo sono state confermate le anticipazioni del precedente incontro ma è arrivata anche quell’accelerazione richiesta delineando un quadro di prospettive che, sia nel caso del commissariamento che in quello della cessione dello stabilimento, portano a una discontinuità e aprono alla possibilità di tornare a produrre acciaio».
Giudizio sospeso da parte del gruppo di lavoratori Camping Cig che hanno manifestato davanti al Mise in occasione dell’incontro. Per loro a questo punto è comunque «indispensabile un’assemblea con tutti i lavoratori».
Oggi alle 10 è convocato a porte chiuse il consiglio di fabbrica, poi nel pomeriggio dalle 15 nella saletta del consiglio di fabbrica rsu e segreterie Fim, Fiom, Uilm incontreranno i lavoratori.
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