La manifestazione
Pietro Gori, commissione “scavalcata”
Giuseppe Battaglini: «Per due volte se n’è discusso e ho manifestato il mio disappunto». La decisione solo della giunta
PORTOFERRAIO. Una forzatura. Giuseppe Battaglini, ex direttore della biblioteca Foresiana e storico elbano, non ha dubbi in proposito. «Ho sempre dichiarato la mia contrarietà – risponde in qualità di componente della Commissione toponomastica del Comune – all’intitolazione della piazzetta antistante l’ingresso del municipio al sindaco Giovanni Ageno». Ma la giunta Ferrari è andata dritta sulla sua strada. Non ha fatto un passo indietro riguardo la scelta, nonostante il coro di proteste e di contrarietà che si sono sollevate in città e non solo. Così la cerimonia ufficiale resta fissata per domani, 3 febbraio alle 11. Invitate a presiedere alla celebrazione le autorità civili e militari dell’Isola, insieme con i rappresentanti delle altre istituzioni pubbliche.
Ma come si è arrivati a una simile decisione? Attraverso la commissione toponomastica. Però l’ex direttore della Foresiana puntualizza che solo in due riunioni spuntò fuori il nome di Ageno. E oltre alla proposta non si era andati. Alla fine, a decidere è stata la giunta, nonostante i vari distinguo. «Non esiste nessun verbale – continua Battaglini –. Né personalmente ho mai messo la firma ad atti che attestino simili decisioni. Anzi. In ambedue gli incontri ho manifestato il mio disappunto sulla scelta». Solo negli anni ’90 quello spazio fu intitolato all’anarchico gentiluomo Pietro Gori, approfittando della circostanza che era stata messa in sede, dopo il suo restauro sulla facciata delle ex poste, la lapide intitolata allo stesso avvocato degli indifesi, oltraggiata dai fascisti. Ancora prima il luogo da cui si accede al municipio portava il nome di Hutre, notabile all’epoca di Napoleone».
«Non ho condiviso la proposta della giunta – precisa sempre Battaglini – per due ragioni. La prima. Mi sembrava che fosse inopportuno cancellare il nome di Gori, personaggio legato all’Elba e di levatura storica mondiale. La seconda motivazione stava nel fatto che, con tanti sindaci che aveva avuto Portoferraio, perché si doveva iniziare dall’ultimo a ricordarlo? Ho proposto allora di fare un discorso complessivo che prendesse in considerazione tutti i primi cittadini di Portoferraio e dar loro omaggio». La giunta Ferrari tornò alla carica in una seconda convocazione della commissione. In quell’occasione si parlò d’intitolare ad Ageno il tratto di strada comunale che da ponte del Brogi arriva al bivio con la strada per le Ghaie. «Ho sempre sostenuto – aggiunge Battaglini –che se si deve procedere alle intitolazioni, si prediliga luoghi e vie che non hanno ancora dei nomi, senza andare alle soppressioni. Così non si sarebbero creati conflitti di sorta. Sono convinto – conclude – che la toponomastica debba esaltare e richiamare alle attuali generazioni i valori storici della città. Per questo la piazzetta se un nome doveva portare era quello della Biscotteria».
Sullo stesso argomento interviene Danilo Alessi, ex amministratore elbano. E lo fa esprimendo al sindaco Ferrari la sua indignazione per aver cancellato il nome di Gori dalla piazza. «Una decisione – aggiunge - che invece di contribuire a quella che Ferrari stesso ha definito “pacificazione”, ha fatto riemergere, al contrario, un clima pesante di contrapposizioni e divisioni che il tempo, per fortuna, aveva in larga parte sopito». Niente da eccepire sulla figura di Ageno così duramente colpito da una vicenda giudiziaria finita con un’assoluzione arrivata purtroppo post mortem. «Ma perché attuarla – conclude Alessi - in spregio a un’altra figura, di ben più ampio spessore storico e culturale e di notorietà addirittura planetaria, quando si poteva benissimo assegnare ad Ageno una nuova via o piazza nel naturale sviluppo della toponomastica cittadina?».
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