Il Tirreno

PROGETTO IBIS

Ibis uccisi a Populonia Il Wwf: «Protezione sulla rotta migratoria»

di Cecilia Cecchi
Ibis in volo durante la migrazione in una foto d’archivio
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Ibis in volo durante la migrazione in una foto d’archivio

Waldrappteam denuncia: qui la maggioranza di bracconieri Gualerci: «Serve un corridoio sicuro sospendendo la caccia»

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POPULONIA.  Su nove casi di bracconaggio di ibis eremita uccisi in Toscana tra il 2011 e il 2017 – a partire dal primo – ben cinque tra Piombino e San Vincenzo. “Palma d’oro” a Populonia dove ne sono stati centrati tre (due a San Vincenzo, ma quel bracconiere è stato trovato e processato). A chiedere «più attenzione per questa rotta migratoria, magari con un corridoio di protezione» è Johannes Frits responsabile del Waldrappteam, progetto europeo di reintroduzione del norhern bard ibis. Il documento coi “danni subiti in Toscana” è arrivato a Firenze, alla direzione regionale ambiente che ne ha fatto partecipi anche il raggruppamento carabinieri biodiversità, enti parco, province.

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Dunque Populonia sulla rotta migratoria degli ibis dall’Austria all’Argentario e risulta con evidenza che per gli esperti dovrebbe essere «area off-limits per la caccia» visto l’alto tasso di irresponsabili della doppietta.
Più che mai difficile avere risposte nel breve, visto il clou della campagna elettorale. Comunque chiusa il 31 gennaio la stagione venatoria “tradizionale” «all’insegna di istituzioni latitanti e illegittimità dilagante» hanno scritto le associazioni ambientaliste, tra cui la Lipu, a Paolo Gentiloni proprio per denunciare «il caso venatorio Italia».

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«Si è chiusa la caccia per i migratori – spiega Stefano Gualerci vicepresidente Wwf Livorno e responsabile del Comitato Wwf Val di Cornia-Isola d’Elba – ma resta praticamente per quasi tutto l’anno quella legata alle cacciate selettive per cinghiali, volpi, daini, caprioli. Tutto dipende dalle diverse Atc, dalle Province, dalle Regioni... situazione sempre più complessa e difficile».


Del maggio 2016 l’ultima (quasi) spallata alla caccia sul Promontorio di Piombino. quando un presunto comitato volontario di cittadini aveva avviato una raccolta firme per spingere il Comune a dire basta ai cacciatori nell’area naturale protetta d’interesse locale (Anpil) che da Punta Falcone arriva fino a Populonia e a Baratti. Dove da sempre ci sono contestazioni degli ambientalisti pure per gli appostamenti fissi o per l’autorizzazione che solo i cacciatori hanno di passare di qui coi mezzi a motore (motivata dal fatto che proprio loro assicurano pure il controllo antincendio).


«Ma stavolta – conferma Gualerci – la garanzia di un adeguato livello di vigilanza sulla rotta migratoria degli ibis la chiede una fonte autorevole perché il programma di reinserimento è finanziato dall’Unione europea. Maglia nera per Populonia quando basterebbe buonsenso. Prima che la stagione venatoria ricominci ci rivolgeremo anche noi agli uffici regionali; non basta una maggiore vigilanza, visto quanto succede. Questi uccelli sono tutti monitorati col Gps e quando partono dall’Austria per svernare ad Orbetello sarà semplicemente necessario assicurare loro un “corridoio protetto” sospendendo la caccia per qualche giorno. L’obiettivo è la conservazione di questa fauna selvatica come previsto dalla legge del 1992 (nº 157, art. 1). Anche perché è un finanziamento Ue, cioè di tutti». Caccia vietata qualche giorno, magari più facile individuare anche l’eventuale sparo in libertà.

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