Lutto
E Carmine Crocco fu incarcerato a Portoferraio
Guazzino non è il solo brigante ad aver avuto a che fare con l’Elba. Ce n’è un altro. Il generale dei briganti, o meglio il generalissimo. Si tratta di Carmine Crocco (nella foto), detto Donatello o...
Guazzino non è il solo brigante ad aver avuto a che fare con l’Elba. Ce n’è un altro. Il generale dei briganti, o meglio il generalissimo. Si tratta di Carmine Crocco (nella foto), detto Donatello o Donatelli (Rionero in Vulture, 1830 e Portoferraio, giugno 1905). È stato un brigante italiano tra i più noti del periodo risorgimentale italiano. Alto un metro e 75 cm, era dotato di un fisico robusto e di un’intelligenza non comune. Fu uno dei più temuti e ricercati fuorilegge del periodo post-unitario. Nel giro di pochi anni, da umile bracciante divenne comandante di un esercito di 2mila uomini. La sua speciale armata fece della Basilicata uno dei principali epicentri del brigantaggio post-unitario nel Mezzogiorno. Dapprima militare borbonico, disertò e si diede alla macchia. In seguito, combatté nelle fila di Giuseppe Garibaldi, poi per la reazione borbonica e infine per se stesso, distinguendosi da altri briganti del periodo per chiara e ordinata tattica bellica e imprevedibili azioni di guerriglia, qualità che vennero esaltate dagli stessi militari sabaudi. Arrestato nel 1864 dalla gendarmeria dello Stato Pontificio, ove aveva tentato di trovar riparo, venne processato nel 1870 da un tribunale italiano. Fu condannato a morte, poi commutata in ergastolo nel carcere di Portoferraio. Scontò la sua pena nel Bagno Penale della Linguella a poca distanza dalla Torre del Martello insiema a un altro lucano, l’attentatore del re Umberto I, Giuseppe Passannante. Carmine Crocco si spense in carcere a Portoferraio il 18 giugno 1905, all’età di 75 anni, di cui gli ultimi 29 passati in detenzione. Il 15 giugno 2005, nel primo centenario della morte, i Comuni di Portoferraio e Rio nell’Elba lo hanno ricordato.
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