Il Tirreno

«Non ci sentiamo tutelati, ora basta»

«Non ci sentiamo tutelati, ora basta»

Lo sfogo di Fabrizio Romagnoli, del panificio di via Torino Ieri nuovo episodio con un ubriaco che voleva due birre

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il Panificio Romagnoli ha un problema di sicurezza. Non è l’unico negozio ad averne, tra quelli che restano aperti anche di notte e che quindi sono alla mercè di chiunque.

Ma il panificio di via Torino ha qualche motivo in più per lamentarsi. Perché, come se non fosse bastata la notte brava della scorsa settimana, anche ieri mattina qualcuno è entrato e ha creato problemi.

«Stavolta non abbiamo chiamato la polizia perché tanto è inutile, visto il precedente…». Fabrizio Romagnoli, il titolare del panificio, è a metà tra lo sconsolato e il furioso. Racconta che ieri poco dopo mezzogiorno si è presentato un giovane, anche questo ubriaco, che ha preso due birre dal frigo pretendendo di pagarne una perché non aveva abbastanza soldi. «A quel punto sono intervenuto e gli ho detto che basta, non ne possiamo più. E questo soggetto, prima di andare via, davanti a tutti ha detto “ha fatto bene il mio amico”».

Il suo amico e connazionale è il trentaseienne Mohamed Benjamaa, il marocchino che all’alba di giovedì aveva rubato una Fiat Panda ai Diaccioni ed era piombato ubriaco e contromano al panificio di via Torino buttando giù uno scooter. Qui, nel panificio, aveva spaventato la commessa prendendo e spaccando sul bancone un paio di birre, poi era ripartito a bordo del furgone del panificio e si era ribaltato in via Fiume danneggiando, oltre allo stesso furgone rubato, altre tre auto e uno scooter.

A fronte di tutto questo, e malgrado un precedente e numerose segnalazioni, Benjamaa aveva trascorso due soli giorni agli arresti domiciliari e sabato mattina era stato rimesso in libertà dal giudice delle indagini preliminari, con il solo obbligo di firma.

«Qui non si è più visto ma in giro sì – dice Romagnoli – mi risulta che abbia già fatto qualche numero in altri bar. Ora è arrivato anche questo Joseph, non so come si chiami di cognome. Anche questo ubriaco, anche questo prepotente. Insomma, non se ne può più. Io non ne faccio una questione di nazionalità, figuriamoci se ho qualcosa contro gli stranieri, la commessa nonché mia compagna è rumena. Io ce l’ho con chi disturba, molesta, ruba e minaccia. Con chi viola la legge e continua a farla franca. Non è più possibile andare avanti con questa gente, non ci sentiamo tutelati».(a.d.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa