Sicurezza
Aferpi, ora Calenda punta sull’insolvenza
Nella riunione con i sindacati il ministro chiede un’accelerazione a Nardi e allo staff legale e riconvoca il tavolo per martedì prossimo
PIOMBINO. Un incontro breve, quello di ieri al Mise, col ministro Carlo Calenda che ha aggiornato il confronto a martedì prossimo, 6 febbraio, per dar modo al commissario Piero Nardi e allo staff legale di mettere a punto le carte e puntare sulla cosiddetta “insolvenza prospettica” di Cevital, cioè sulla presunta incapacità in tempi brevi della società algerina di far fronte agli impegni nei confronti di clienti e fornitori, che aprirebbe le porte a un nuovo commissariamento.
All’incontro erano presenti oltre a Calenda e Nardi, la viceministra Teresa Bellanova, il presidente della Regione Enrico Rossi, il vicesindaco Stefano Ferrini, i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali.
Il ministro, secondo quanto riferiscono i sindacati, ha aggiornato in avvio sugli sviluppi dell’azione giudiziaria mirata all’inadempienza, ribadendo «che l’obiettivo è costringere l’imprenditore a cedere lo stabilimento», e chiarendo «che l’azione legale è soltanto uno strumento di pressione per arrivare a questo risultato». Ma poi ha convenuto con i sindacati che la strada dell’inadempienza (prima udienza in tribunale fissata per il 17 luglio) prevede tempi troppo lunghi. Così da decidere quindi per un’accelerazione sulla via dell’accertamento dell’insolvenza.
Al termine dell’incontro Vincenzo Renda, segretario Uilm, ha spiegato che «Calenda ha riflettuto su come le azioni messe in campo finora non siano evidentemente state così incisive da far andare via Issad Rebrab, che invece va cacciato per dare un futuro allo stabilimento di Piombino».
Raffaele Apetino, della Fim nazionale, sostiene che martedì «si capirà se ci sono i presupposti per l’insolvenza, che se provata in tempi rapidi può portare al commissariamento garantendo la continuità lavorativa a Piombino».
Mirco Rota, della Fiom nazionale, ribadisce che «la strada più ragionevole da parte di Rebrab sarebbe la cessione dello stabilimento, ma l’algerino non sembra e valutare questa opzione. La strada è complicata e un nuovo acquirente al momento non esiste».
Chiaramente delusa è Sabrina Nigro, dell’Ugl, secondo cui «la vicenda è sempre più complicata. Passa il tempo, siamo fermi e non mi pare che ci siano idee chiare da parte del Governo».
I sindacati oggi incontreranno i lavoratori in assemblea alle 15 al Perticale.
Per il vicesindaco Ferrini invece «l’accelerazione che il ministro Calenda ha impresso per verificare una volta per tutte se esistono le condizioni della messa in amministrazione straordinaria per insolvenza prospettica, consentirà di fare chiarezza su una vicenda che si protrae da troppo tempo. Martedì vedremo i risultati di questa verifica, nel frattempo auspichiamo che la mossa del ministro possa indurre la proprietà a rivedere la rigidità delle proprie posizioni che bloccano lo stabilimento di Piombino in un limbo surreale e drammatico».
Il presidente Rossi si è detto «preoccupato, ma al tempo stesso fiducioso che il ministro riesca a trovare una soluzione», apprezzando la decisione del ministro di riconvocare il tavolo martedì prossimo.
Nell’immediato la principale preoccupazione del presidente, espressa direttamente al ministro Calenda, riguarda la gara ormai imminente di Rfi per la fornitura di rotaie necessarie alla rete italiana. Rossi ritiene infatti fondamentale che la siderurgia di Piombino possa partecipare alla gara, altrimenti il valore dello stabilimento si ridurrà e si avranno ovvi riflessi drammatici sull’occupazione.
Il presidente confida che martedì prossimo dal ministro possano arrivare ipotesi di soluzioni rispetto ai problemi posti e al termine ha espresso apprezzamento per l’impegno messo da Calenda nella vicenda.
Infine, appena sfiorato il tema delle concessioni portuali, la cui proroga scade oggi. Su questo punto Calenda sembra convinto che in relazione al contenzioso, il rinnovo temporaneo sia la soluzione migliore.
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