Attenzione
Il cavaliere errante dell'anarchia con il sangue elbano
Figlio di un santilariese, Gori fu ed è ancora un simbolo. Nel 1911 morì a Portoferraio
PORTOFERRAIO. «Colpito dalla tubercolosi, morì l’8 gennaio 1911 a Portoferraio, all’età di quasi 46 anni. La città di Portoferraio gli ha dedicato la piazza principale del paese, dove ha sede il municipio». Wikipedia è sì aggiornata in tempo reale, ma non può sapere che quella stessa piazza, nel giro di poche ore, sarà soffiata a Pietro Gori, a seguito di una reintitolazione stabilita dall’amministrazione comunale di Portoferraio e destinata a far discutere.
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Et voilà, in un colpo solo il nome dell’anarchico gentile scompare dalla piazzetta che pur accoglie una lapide a lui dedicata, oscurata in epoca fascista e riconsacrata dopo la caduta del regime e viene sciolto quel legame - fortissimo - che pur esiste tra l’anarchico e l’Elba. Gori l’isola l’aveva nel sangue nel vero senso della parola, visto che era figlio di Francesco, santilariese. E, come la chiusura di un cerchio, l’anarchico gentile all’Elba ci è tornato per l’ultimo atto della sua avventurosa vita, morendo al palazzo dei Merli per una malattia che fiaccò il suo corpo ancora giovane. I funerali, imponenti, durarono tre giorni.
Migliaia di persone, da Portoferraio a Piombino fino a Castiglioncello e Livorno scesero in piazza, tanto era forte l’ammirazione per quell’uomo - leggenda. Avvocato, politico, scrittore e paladino dell’anarchia, Gori è una personalità difficilmente etichettabile. Sempre dalla parte dei più deboli, durante la gioventù a Livorno diventa uno degli anarchici più influenti. Nelle sua vita è stato in esilio per due volte, ha girato il mondo incontrando i protagonisti dell’anarchismo mondiale. Solo nel 1902 rientrò in Italia grazie ad un amnistia e continuò nella sua attività di politico, difensore degli oppressi e scrittore. La tubercolosi lo portò via nel 1911, fu sepolto nel cimitero di Rosignano. Da quel giorno diventò un simbolo per gli anarchici di tutta Italia. A lui furono dedicate piazze, strade, lapidi e monumenti. Adesso le piazze, invece, gli vengono sottratte.
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