Il Tirreno

Via al recupero della barca finita sulla scogliera

Via al recupero della barca finita sulla scogliera

A San Giovanni ieri sono iniziate le operazioni per riportare il natante a terra Per un problema alla cinghia della gru i lavori verranno conclusi oggi

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PORTOFERRAIO. Sono iniziate ieri mattina le operazioni di recupero del natante finito sulla scogliera artificiale di San Giovanni. Ne dà notizia la Capitaneria di porto che ha coordinato l’intervento non però portato a termine. Le operazioni d’imbracatura riprenderanno questa mattina.

In pratica si è fatto ricorso a una grossa gru posizionata a terra che ha cominciato a sollevare il natante per portarlo in banchina. Purtroppo, a causa di un problema che si è verificato a una cinghia, si è reso opportuno sospendere le manovre, per riprenderle appunto questa mattina.

L’intenzione tuttavia è di portare a terra l’imbarcazione perché non si trova nelle condizioni di affrontare il mare. Si dovrà poi collocarla su un tir per trasferirla infine in bacino per i lavori di cui necessita, visto e considerato che è da circa un mese che il cabinato (14 metri e 90 di lunghezza e 14 tonnellate di stazza), dopo aver rotto gli ormeggi dal campo boe di san Giovanni durante un fortunale abbattutosi sull’Isola, è finito sugli scogli.

C’è voluto, però, l’intervento di Legambiente per sollecitare il recupero. «Sono stati alcuni nostri soci – dice Umberto Mazzantini, referente di Legambiente arcipelago toscano – e anche alcuni residenti della zona a segnalarci la presenza di questo scafo sulla scogliera. E’ rimasto troppo tempo in quella posizione senza che si cominciassero le operazioni di recupero. Abbiamo segnalato la cosa al Comune di Portoferraio e alla Capitaneria di porto perché temevamo che si verificasse della fuoruscita di carburante dalla stiva danneggiata, con gravi rischi all’ambiente marino. Ricordiamo che l’incidente si è verificato nelle immediate vicinanze della zona umida delle Prade».

Nel frattempo la Capitaneria è riuscita a contattare il proprietario del natante, il quale ha incaricato un’impresa per il recupero dello scafo. (l.c.)

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