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Legambiente plaude allo stop dei lavori a Galenzana
CAMPO NELL’ELBA. Stop all’autostrada di Galenzana. Lo proclama Legambiente, dopo aver preso atto che la Regione ha sospeso in autotutela la Valutazione di incidenza riguardante la trasformazione di...
CAMPO NELL’ELBA. Stop all’autostrada di Galenzana. Lo proclama Legambiente, dopo aver preso atto che la Regione ha sospeso in autotutela la Valutazione di incidenza riguardante la trasformazione di un sentiero largo meno di un metro in una «autostrada larga 5 metri», che conduce dal Formicaio al paese di Marina di Campo.
«Se ci avessero dato retta prima – considerano a voce alta gli ambientalisti del Cigno Verde - si sarebbero evitati tanti scempi e altrettanti guai». In pratica, nel dicembre 2017, la Direzione ambiente ed energia, settore tutela della natura e del mare della Regione, ha comunicato all’Unione dei Comuni delle Colline metallifere, al Comune di Campo nell’Elba, a Sviluppo campese ambiente turismo srl e per conoscenza al raggruppamento carabinieri parchi della stazione “Parco” e all’ente parco nazionale dell'arcipelago toscano, la sospensione in autotutela della Valutazione di incidenza concessa nel 2016 per un «intervento di manutenzione straordinaria di viabilità esistente, ai sensi del Regolamento forestale della Regione».
Uno sfregio bloccato, questa l’opinione di diversi ambientalisti elbani. Ciò è stato possibile grazie alle proteste dei cittadini. Ma soprattutto è stato necessario l’intervento di Legambiente Arcipelago Toscano che ha segnalato questa situazione, creando le condizioni perché poi l’opera sia stata messa sotto sequestro da parte dei Carabinieri forestali, dopo l’avvio di un procedimento giudiziario da parte della magistratura.
«Fin dall’inizio di questa bruttissima storia – ricorda Maria Frangioni, presidente di Legambiente Arcipelago toscano – ci eravamo chiesti come fosse stato possibile che la Regione avesse concesso la Vinca a un’opera di insostenibile impatto ambientale e paesaggistico, con l’utilizzo di mezzi pesanti, ruspe e demolitori, ai confini di un Parco nazionale e della Zona speciale di conservazione (Zsc ex Sic) e Zona di protezione speciale (Zps) di Monte Capanne – Promontorio dell’Enfola. Perplessità poi condivise anche dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano che fece notare come la Vinca, visto la contiguità con l’area protetta, fosse di competenza dello stesso Parco».
La Regione ha dato quindi ragione a Legambiente con un atto in autotutela che è un’ulteriore conferma che l’autostrada di Galenzana, realizzata con una semplice Scia e con la scusa di risistemare un sentiero, non poteva e non potrà essere realizzata. «Se chi ha creduto di poter risolvere tutto con la solita prepotenza colonialista – continua Frangioni - avesse ascoltato i nostri avvertimenti si sarebbe evitato uno scempio e chi lo ha commesso non sarebbe finito nei guai. Speriamo – conclude la presidente di Legambiente - che la lezione sia servita, ma ne dubitiamo, visto quel che continua a succedere a Galenzana».
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