Il Tirreno

Pasquini a capo della Cia, Baldassari battuto

Pasquini a capo della Cia, Baldassari battuto

Al congresso dell’Associazione degli agricoltori tanta partecipazione e progetti per il settore

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BIBBONA. Al termine del percorso congressuale, si è svolto a Bibbona nel Teatro “La Palestra” l’atto finale della VII Assemblea elettiva della Cia (Confederazione italiana agricoltori), con l’elezione di Pierpaolo Pasquini a presidente provinciale della confederazione livornese. Il responso delle urne ha visto la sua affermazione su Franco Baldassarri, imprenditore florovivaistico di Campiglia Marittima, al termine di un confronto sulle loro proposte politico associative.

Pasquini è un imprenditore agricolo di 58 anni, titolare di una azienda agricola biologica ad indirizzo prevalentemente ortivo sia di pieno campo che in serra, ma con attività anche nel settore vitivinicolo ed olivicolo.

Già vicepresidente della Confederazione nei due mandati di Cinzia Pagni, molto conosciuto nell’area della Val di Cornia, è impegnato da tempo nel contesto della agricoltura provinciale.

L’assemblea elettiva provinciale ha anche confermato i nominativi indicati da Pasquini alla vicepresidenza della Confederazione, Maurizio Viliani socio del Comune di San Vincenzo e Lia Galli socio del Comune di Bibbona, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento della VII Assemblea elettiva, oltre alla approvazione del nuovo statuto ed eletto la nuova direzione costituita da 33 componenti.

Nella sua relazione ai delegati ed invitati, dopo la proclamazione a presidente, Pasquini ha voluto rivolgere un ringraziamento e nel contempo un invito all’altro candidato a lavorare insieme nell’interesse della Confederazione e degli associati . «Sono stato eletto a rappresentare la Confederazione, questa mattina al termine di un confronto aperto, leale e ritengo costruttivo, con l’altro candidato, che voglio ringraziare pubblicamente. La sua collaborazione sarà importante per l’attività confederale. È necessario il contributo di tutti e l’invito è rivolto anche ai soci. È indispensabile la partecipazione, la presenza, perché questo consente di conoscere la confederazione, con i propri pregi, ma anche i limiti e le inadeguatezze, che dobbiamo cercare di superare. Parlando con i soci, ho sentito spesso critiche rivolte alla involuzione burocratica, che ha progressivamente assunto l’associazione, critica peraltro, che riguarda la generalità del mondo della rappresentanza. Va perseguita con decisione ogni strada per il coinvolgimento del corpo sociale». Ha concluso il suo intervento affermando che “Il tema centrale, è quanto oggi l’organizzazione sia capace di rappresentare e tutelare gli interessi di coloro che operano in agricoltura».

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