Il Tirreno

Stile “Amici miei”, vacanza gratis nella villa

Stile “Amici miei”, vacanza gratis nella villa

I tre, tra cui un piombinese, 40 giorni “all inclusive” con l’assegno scoperto per comprare: denunciati

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LUCCA. Fans di «Amici Miei» ed evidentemente emuli del conte Mascetti hanno fatto il «rigatino» (anzi decisamente un «rigatone») ai gestori di una villa immersa nel verde tra la Lucchesia e la Versilia. In sostanza si sono finti clienti interessati all’acquisto dell’antica dimora in vendita per farsi una quarantina di giorni di vacanza tra agosto e settembre con pranzi, cene, lavatura e stiratura «all inclusive» e persino la servitù a disposizione senza pagare un euro. I tre amici che evidentemente s’ispirano ai protagonisti della commedia all’italiana firmata Monicelli (Mascetti, Melandri, Perozzi e Necchi) adesso sono finiti nei guai. Citati a giudizio dalla procura della Repubblica con l’accusa di concorso in truffa aggravata. Accusati di aver turlupinato i gestori della villa per quasi ventimila euro: quanto avrebbero dovuto pagare per usufruire del resort in quel periodo di alta stagione.

I protagonisti. Nei guai sono finiti due quarantacinquenni residenti a Piombino e in Versilia e un altro ultraquarantenne originario del Lazio, ma domiciliato all’estero. Curati, ben vestiti, a bordo di auto di lusso, nell’estate del 2016 si recarono nella località di villeggiatura per intavolare una trattativa legata all’acquisto dell’immobile dotato di ampio giardino e piscina. Una trattativa subito ben avviata visto che il terzetto, senza batter ciglio, stipulò un contratto preliminare d’acquisto con tanto di assegno dell’importo di un milione di euro su una banca estera, probabilmente elvetica.

Facciamoci una vacanza. Siamo al 10 agosto e visto che il preliminare è stato firmato e c’è la promessa, sulla parola s’intende, che il definitivo per una cifra superiore verrà definito tra qualche mese, i tre imbroglioni s’interrogano sulla possibilità di passare un soggiorno in quella splendida dimora. L’ipotesi viene subito presa in considerazione dai titolari della villa che, del tutto inconsapevoli, sposano l’idea e consegnano le chiavi dell’immobile al terzetto lasciando pure la servitù. Stanno così bene che prolungano la vacanza di 10 giorni. Il ritorno alla realtà. Se ne vanno qualche giorno prima che la caparra venga mandata all’incasso. Ma dalla banca estera quell’effetto compilato del valore di un milione di euro torna indietro insoluto. Manca la copertura, in quel conto non c’è un euro. Inizialmente il proprietari della villa pensano ad un errore e provano a contattare telefonicamente gli acquirenti. Ma i cellulari sono staccati o spenti. Fuori di sé dalla rabbia si precipitano in procura e denunciano i tre millantatori. Vogliono almeno i soldi dell’affitto della dimora. Le indagini vengono svolte dalla Guardia di Finanza che, non senza difficoltà, individua i presunti responsabili che per adesso non parlano e si limitano a nominare gli avvocati di fiducia. (l.t.)

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