Il Tirreno

La realizzazione del forno crematorio rinviata ancora

La realizzazione del forno crematorio rinviata ancora

L’opera sarà costruita dai privati che gestiranno il cimitero Capuano: «Bando per l’assegnazione entro l’anno»  

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PIOMBINO. Se ne parla almeno da un ventennio. Ma slitta ancora la realizzazione del forno crematorio.

Il 2017 si è concluso senza l’emissione del bando, (ri)annunciato per l’anno scorso. Intanto a Grosseto si sono portati avanti con il lavoro. Questione di mesi e il cantiere aprirà.

L'argomento è poco edificante, è vero. Interessa molti, però, a giudicare dal ricorso sempre più frequente all'impianto livornese o, in caso di problemi, ad altri toscani.

L’assessore ai Lavori pubblici imputa il nuovo rinvio alla scarsità del personale a disposizione per l’elaborazione degli atti e al carico di lavoro degli uffici. «Spostiamo la scadenza al 2018. La nostra volontà è immutata e lo è quella degli imprenditori interessati alla costruzione», spiega Claudio Capuano.

Perchè risorse non ce ne sono e la realizzazione passerà sicuramente da una formula rivisitata di project financing. Nel senso che all’opera sarà abbinata la gestione dell’intera area. In Comune non la chiamano una privatizzazione vera e propria del cimitero, che peraltro ha bisogno di interventi di manutenzione importanti. La parte del servizio relativa ai rapporti con i cittadini rimarrebbe nelle competenze comunali. L'ente manterrebbe comunque una sorta di controllo sul servizio complessivo, attraverso una convenzione. Controllo tanto più necessario visti gli episodi che ogni tanto occupano le cronache.

Chi si aggiudicherà il bando per la gestione dell'area, - con una concessione che si prevede lunga per ammortizzare i costi per i quali una stima esatta non c’è - si assumerà l'impegno di costruire il forno. Che i suoi introiti li darà.

Le previsioni urbanistiche indicano il perimetro del cimitero più vicino alla sala del commiato della Pubblica assistenza, per capirsi. «Le norme attuali escludono che un impianto del genere possa essere realizzato al di fuori di un cimitero», ricorda l’assessore. Quindi, l'unica alternativa possibile sarebbe il camposanto di Riotorto, del quale si era parlato tempo fa. La soluzione però, escluderebbe il progetto complessivo che ha in mente il Comune.

In caso di malfunzionamento il forno potrebbe rappresentare una risposta anche per altri impianti toscani. L'interesse, quindi, andrebbe oltre i confini strettamente locali.

Manifestazioni d’interesse sono arrivate da regioni diverse e anche da privati e associazioni del volontariato piombinese.(v.p.)

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