Il dolore
È l’inverno del vento da record
Raffiche da 225 km/h a Capo Corso, all’Elba superata quota 100. Gentini: «Eventi estremi sempre più frequenti»
PORTOFERRAIO. Quattro interruzioni ai collegamenti marittimi nel giro di un mese, due “ponentate” da record negli ultimi quindici giorni. Raffiche di oltre cento chilometri orari, alberi caduti e danni sparsi un po’ in tutta l’isola d'Elba. E, soprattutto, una lunga serie di allerta diffuse dalla protezione civile per eventi meteo, in particolare per vento e mareggiate. Sono i segnali tangibili di quello che è l’inverno più ventoso che l’isola d’Elba ricordi negli ultimi anni.
L’ondata di maltempo di mercoledì scorso è solo l’ultimo episodio di una stagione autunno-invernale estrema dal punto di vista meteorologico. Tesi sostenuta da una serie di dati snocciolati da Gian Mario Gentini, coordinatore della protezione civile dell’Elba occidentale, esperto ed appassionato di meteorologia.
«Gli eventi estremi sono sempre più frequenti – racconta Gentini che con i colleghi della protezione civile ha monitorato in questi giorni il territorio dell’Elba occidentale, il più esposto ai venti proveniente da occidente – ma è soprattutto l’intensità dei fenomeni ad essere degna di nota. La stazione di Capo Còrso, che è un riferimento anche per i centri dell’Elba occidentale, ha registrato mercoledì il record di velocità del vento. Le raffiche hanno raggiunto la velocità di 225 chilometri orari, superando i valori registrati nel 1993, quando il vento aveva raggiunto la velocità di 216 chilometri orari». Anche all’Elba il ponente non ha scherzato. «La stazione del Monte Perone riporta secondo me dei dati sottostimati – fa presente Gentini – e comunque ha rilevato raffiche superiori ai 100 chilometri all’ora. Fino a poco tempo fa, durante queste ventolate, si avevano punte di 100 chilometri orari. Questa volta, invece, la soglia dei 100 km è stata superata con una frequenza notevole. Si tratta di un evento partito dal Canada e che si è mosso rapidamente fino alla nostra Penisola».
Il cambiamento climatico potrebbe essere la causa principale di questo intensificarsi di eventi meteo estremi. «Forse non è un caso – osserva Gian Mario Gentini – che l’anno più ventoso della storia recente dell’isola d’Elba coincida con i valori più alti di siccità mai registrati da anni a questa parte».
Insomma, al vento ci si sta abituando. E, in ogni caso, ci si deve abituare. Nella giornata di givedì 19, infatti, la protezione civile regionale ha emesso una nuova allerta, questa volta di colore giallo, per vento e mareggiate. L’avviso di criticità è scattato dal primo pomeriggio di ieri e sarà attivo fino alle 6 di venerdì 19 per mareggiate e fino alle 8 per le forti raffiche di vento. Un'altyra allerta gialla è stata emessa per vento e mareggiate dalle 18 di sabato 20 alle 6 di domenica 21. In questo caso a preoccupare è il vento proveniente da sud-ovest, lo stesso libeccio che martedì notte ha sferzato l’isola, prima di girare a ponente nella mattinata di mercoledì.
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