Sicurezza
Concessioni portuali
«Non siano un’arma di ricatto»
Per Vaccaro (Uilm ) occorrono brevi proroghe a Piombino Logistics
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PIOMBINO. «Le concessioni portuali non possono essere un’arma di ricatto “per mandare via Rebrab”». L’affermazione è di Gianpiero Vaccaro, Rsu Uilm di Piombino Logistcs che sottolinea l'inasprirsi della vertenza legata al polo siderurgico ex Lucchini ed aggiunge: «Dopo aver letto le varie dichiarazioni, - afferma - ritengo necessario esprimere anche la mia visione del problema. Fino ad oggi non lo ritenevo importante perchè ho continuato a seguire e condividere la linea che, con le altre sigle sindacali, abbiamo concordato da mesi e perchè i lavoratori del pontile conoscono benissimo quale sia il mio pensiero in merito. Ho sempre ritenuto mio dovere confrontarmi, capire le varie opinioni e condividere con loro le mie decisioni».
Se da un lato Vaccaro non ritiene giusto firmare deleghe in bianco a nessuno, ritiene altresì «un grave errore pensare di utilizzare le concessioni portuali come arma di ricatto "per mandare via Rebrab" e 164 famiglie come scudi umani. Le concessioni sono un patrimonio dell'intero stabilimento e tali devono rimanere. Dovranno essere portate in dote ai nuovi possibili acquirenti, al pari dei reparti di produzione, dell'ormai risicato pacchetto clienti e degli altri servizi».
Il rappresentante Uilm si dice preoccupato di quella che definisce “leggerezza” con cui è trattata la questione. «Non credo in operazioni creative con permessi di carico e scarico estemporanei, anche perchè non va sottovalutata la sicurezza del personale. Le attrezzature ed i mezzi, in particolare le gru, necessitano infatti delle necessarie manutenzioni periodiche. Altra mia seria preoccupazione - aggiunge - è legata al fatto che nessuno è in grado di assicurare, normativa vigente alla mano, che ad una ipotetica nuova proprietà le concessioni possano essere nuovamente accordate in un secondo momento. Molti infatti dimenticano che, in caso di formale manifestazione di interesse da parte di terzi, le concessioni stesse possono essere riassegnate e quindi perse definitivamente. Un pericolo che nè lo stabilimento nè i lavoratori possono permettersi di rischiare».
Per Vaccaro la via più logica e di buonsenso, che auspica l'Autorità Portuale e il Governo vogliano seguire, è quella di concedere ulteriori brevi proroghe, mensili o bimestrali, alla Piombino Logistics in attesa che termini l'attuale incertezza e che la cessione di Aferpi faccia il suo corso. «Sarebbe questa - dice - la strada che salvaguarda il lavoro, la professionalità e la dignità dei lavoratori. Uno slogan scontato, ma a quanto pare sempre attuale, afferma "riprendiamoci la fabbrica". Non credo proprio che, per riprendercela, sia un buon inizio perdere uno dei pochi punti di forza rimasti allo stabilimento».
Se da un lato Vaccaro non ritiene giusto firmare deleghe in bianco a nessuno, ritiene altresì «un grave errore pensare di utilizzare le concessioni portuali come arma di ricatto "per mandare via Rebrab" e 164 famiglie come scudi umani. Le concessioni sono un patrimonio dell'intero stabilimento e tali devono rimanere. Dovranno essere portate in dote ai nuovi possibili acquirenti, al pari dei reparti di produzione, dell'ormai risicato pacchetto clienti e degli altri servizi».
Il rappresentante Uilm si dice preoccupato di quella che definisce “leggerezza” con cui è trattata la questione. «Non credo in operazioni creative con permessi di carico e scarico estemporanei, anche perchè non va sottovalutata la sicurezza del personale. Le attrezzature ed i mezzi, in particolare le gru, necessitano infatti delle necessarie manutenzioni periodiche. Altra mia seria preoccupazione - aggiunge - è legata al fatto che nessuno è in grado di assicurare, normativa vigente alla mano, che ad una ipotetica nuova proprietà le concessioni possano essere nuovamente accordate in un secondo momento. Molti infatti dimenticano che, in caso di formale manifestazione di interesse da parte di terzi, le concessioni stesse possono essere riassegnate e quindi perse definitivamente. Un pericolo che nè lo stabilimento nè i lavoratori possono permettersi di rischiare».
Per Vaccaro la via più logica e di buonsenso, che auspica l'Autorità Portuale e il Governo vogliano seguire, è quella di concedere ulteriori brevi proroghe, mensili o bimestrali, alla Piombino Logistics in attesa che termini l'attuale incertezza e che la cessione di Aferpi faccia il suo corso. «Sarebbe questa - dice - la strada che salvaguarda il lavoro, la professionalità e la dignità dei lavoratori. Uno slogan scontato, ma a quanto pare sempre attuale, afferma "riprendiamoci la fabbrica". Non credo proprio che, per riprendercela, sia un buon inizio perdere uno dei pochi punti di forza rimasti allo stabilimento».
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