Sicurezza
Case popolari, più vincoli per gli stranieri
di Claudia Guarino
Col bando appena chiuso sono state presentate 330 domande, la nuova normativa obbliga a 5 anni di residenza in Toscana
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PIOMBINO. Sono 330 le domande presentate al Comune di Piombino per poter accedere all’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il bando, emanato per la formazione della graduatoria, si è chiuso lunedì scorso, con un lieve aumento delle domande rispetto al 2013, quando ne furono presentate 317.
In quell’occasione ne furono poi ammesse 289, di cui 206 provenienti da nuclei familiari composti da italiani e 83 da stranieri. «La situazione è abbastanza stabile, non c’è un’enorme differenza rispetto al 2013 – commenta l’assessora alle Politiche sociali, Margherita Di Giorgi - Ma c’è da tener presente che, in base alle novità introdotte dalla normativa, quest’anno, molto probabilmente, il numero delle domande escluse sarà superiore».
Il bando richiede infatti, come requisiti per poter presentare domanda, almeno cinque anni di residenza in Toscana e un’attestazione, da presentare entro il 15 febbraio, che dimostri la non sussistenza di diritti di proprietà su immobili situati in Italia o all’estero. E’ necessario, inoltre, che gli stranieri extracomunitari siano in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo o di un documento almeno biennale, accompagnato da un contratto di lavoro.
«L’esistenza di questi requisiti fa pensare che, molto probabilmente, diminuirà il numero degli stranieri che avrà diritto a un alloggio popolare. Questo è ciò che emerge a una prima lettura dei dati, i quali, tuttavia, non sono ancora stati sottoposti a un’analisi dettagliata, essendo recente la chiusura del bando», afferma Di Giorgi.
Adesso il Comune dovrà stilare una graduatoria provvisoria che poi, dopo un periodo in cui sarà possibile presentare ricorsi, diventerà definitiva. I requisiti di accesso all’edilizia residenziale pubblica e i relativi punteggi, riconosciuti per formare la graduatoria, sono svariati. Si va dall’età, al reddito, fino alla composizione del nucleo familiare. Dà punteggio anche la storicità della permanenza in graduatorie precedenti, mentre non lo garantisce lo sfratto per morosità incolpevole.
Il bando generale, finalizzato alla formazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi Erp, si rinnova ogni quattro anni, indipendentemente dalla disponibilità di immobili. Al bando e alla graduatoria principali si affiancano poi quelli relativi alla mobilità e agli alloggi d’emergenza, i quali corrispondono al 30% del patrimonio comunale disponibile e riguardano casi particolari di necessità e urgenza.
Ma una casa popolare, oltre ad essere assegnata, può anche venir revocata. Ciò che porta alla decadenza del diritto a soggiornare nell’alloggio è l’assenza della persistenza dei requisiti o la morosità superiore a sei mesi. Sono effettuati controlli anche sulle autocertificazioni dei redditi, ma in questo caso l’accertamento della violazione non comporta la decadenza immediata dal diritto di occupare l’immobile. Nel comune di Piombino gli alloggi Erp sono circa 900, una ventina dei quali liberi, qualcuno in attesa di manutenzione. Secondo i dati forniti dal Comune, dal 2013 al giugno del 2017, nel territorio di Piombino, sono stati assegnati circa 125 alloggi, ma c’è uno squilibrio tra domanda e offerta, con le liste d’attesa che superano le possibilità di far fronte alle necessità. Per questo il Comune ha più volte ribadito la necessità di portare a termine controlli sulla popolazione degli alloggi Erp. Perché in un periodo di crisi come questo, ha dichiarato tempo fa Di Giorgi, «è importante che le case vengano assegnate a chi ne ha veramente bisogno».
In quell’occasione ne furono poi ammesse 289, di cui 206 provenienti da nuclei familiari composti da italiani e 83 da stranieri. «La situazione è abbastanza stabile, non c’è un’enorme differenza rispetto al 2013 – commenta l’assessora alle Politiche sociali, Margherita Di Giorgi - Ma c’è da tener presente che, in base alle novità introdotte dalla normativa, quest’anno, molto probabilmente, il numero delle domande escluse sarà superiore».
Il bando richiede infatti, come requisiti per poter presentare domanda, almeno cinque anni di residenza in Toscana e un’attestazione, da presentare entro il 15 febbraio, che dimostri la non sussistenza di diritti di proprietà su immobili situati in Italia o all’estero. E’ necessario, inoltre, che gli stranieri extracomunitari siano in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo o di un documento almeno biennale, accompagnato da un contratto di lavoro.
«L’esistenza di questi requisiti fa pensare che, molto probabilmente, diminuirà il numero degli stranieri che avrà diritto a un alloggio popolare. Questo è ciò che emerge a una prima lettura dei dati, i quali, tuttavia, non sono ancora stati sottoposti a un’analisi dettagliata, essendo recente la chiusura del bando», afferma Di Giorgi.
Adesso il Comune dovrà stilare una graduatoria provvisoria che poi, dopo un periodo in cui sarà possibile presentare ricorsi, diventerà definitiva. I requisiti di accesso all’edilizia residenziale pubblica e i relativi punteggi, riconosciuti per formare la graduatoria, sono svariati. Si va dall’età, al reddito, fino alla composizione del nucleo familiare. Dà punteggio anche la storicità della permanenza in graduatorie precedenti, mentre non lo garantisce lo sfratto per morosità incolpevole.
Il bando generale, finalizzato alla formazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi Erp, si rinnova ogni quattro anni, indipendentemente dalla disponibilità di immobili. Al bando e alla graduatoria principali si affiancano poi quelli relativi alla mobilità e agli alloggi d’emergenza, i quali corrispondono al 30% del patrimonio comunale disponibile e riguardano casi particolari di necessità e urgenza.
Ma una casa popolare, oltre ad essere assegnata, può anche venir revocata. Ciò che porta alla decadenza del diritto a soggiornare nell’alloggio è l’assenza della persistenza dei requisiti o la morosità superiore a sei mesi. Sono effettuati controlli anche sulle autocertificazioni dei redditi, ma in questo caso l’accertamento della violazione non comporta la decadenza immediata dal diritto di occupare l’immobile. Nel comune di Piombino gli alloggi Erp sono circa 900, una ventina dei quali liberi, qualcuno in attesa di manutenzione. Secondo i dati forniti dal Comune, dal 2013 al giugno del 2017, nel territorio di Piombino, sono stati assegnati circa 125 alloggi, ma c’è uno squilibrio tra domanda e offerta, con le liste d’attesa che superano le possibilità di far fronte alle necessità. Per questo il Comune ha più volte ribadito la necessità di portare a termine controlli sulla popolazione degli alloggi Erp. Perché in un periodo di crisi come questo, ha dichiarato tempo fa Di Giorgi, «è importante che le case vengano assegnate a chi ne ha veramente bisogno».
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