Il Tirreno

«Gli smantellamenti, vera urgenza»

«Gli smantellamenti, vera urgenza»

Francini (Camping cig) ribadisce: bisogna tenere insieme ambiente, lavoro, sicurezza

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PIOMBINO. «Sappiamo bene che le bonifiche alla falda, al di là dei tempi, portano poco lavoro, ma quell’intervento va affiancato a quello per gli smantellamenti nelle acciaierie, che sono urgenti perché stanno diventando un’emergenza». A parlare è Paolo Francini, tra i fondatori di Camping cig, l’uomo che nella lunga crisi delle acciaierie ha maturato la convinzione che «in questa lotta tutta la città deve andare insieme, non si può rischiare una frattura fra chi vuole l’acciaio costi quel che costi, e chi dopo decenni di inquinamento, vede ora con comprensibile ostilità il possibile ritorno a una siderurgia fatta di fumi e carbone». Per questo secondo Francini «serve una politica che tenga uniti ambiente, lavoro, sicurezza. È anche per questo che noi insistiamo sulla necessità di un impegno diretto dello Stato. Perché in una situazione del genere servono interventi eccezionali. C’è un’area immensa da bonificare, e non ci si può limitare alle “tombature”. Occorrono risorse del pubblico che risanando un territorio martoriato contribuiscano a una vera diversificazione, ambientale e produttiva. Perché altrimenti – conclude – questa città e questo territorio rischiano di morire». Sul tema degli smantellamenti i protagonisti della protesta hanno strappato a Giuliani e Chiarei «l’impegno a una verifica delle condizioni degli impianti dismessi – racconta Francini – perché ribadiamo che se non ci pensa Aferpi ci deve pensare il “pubblico”».

Ieri da registrare anche la protesta di “Un’altra Piombino”, «perché «all’incontro tra Regione, Comune e Invitalia avevamo chiesto, in qualità di consiglieri comunali, di poter assistere. Ci è stato risposto negativamente: tavolo tecnico, hanno detto. A nostro avviso, invece, proprio perché c’è molta nebbia sullo stato di avanzamento degli aspetti tecnico-procedurali, sarebbe stato opportuno che i consiglieri comunali potessero verificare lo stato dell’arte. Ci sarebbe bisogno di trasparenza e invece il Comune non consente neppure la partecipazione agli incontri con Invitalia su questi temi. Siamo di fronte a un fallimento totale – è la conclusione – alla mancanza assoluta di un progetto serio per il risanamento ambientale».(cloz)



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