La manifestazione
Più aperture che chiusure e impennata di subentri
di Valeria Parrini
Il vicesindaco Stefano Ferrini definisce la situazione preoccupante «Dobbiamo lavorare per aumentare le presenze extra stagione estiva»
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PIOMBINO. Due aperture in più rispetto al 2016 e 8 chiusure in meno. Dati, in superficie, positivi. Sul saldo 2017 delle attività commerciali, però, grava l’impennata dei subentri. Il segno delle difficoltà serie in cui arranca il settore lo si vede anche da questo. L’attività rimane ma passa di mano. Va a qualcuno che prova ad andare avanti. Un dato allarmante, come allarmante è la situazione del comparto, per dirla con Stefano Ferrini, assessore alle attività produttive e vicesindaco.
Qualche numero. Nel 2016 le attività inaugurate furono 58 e quelle chiuse 50. Ventuno i subingressi (la cosiddetta cessione del ramo d’azienda) e 5 i trasferimenti. L’anno appena concluso ha registrato 60 aperture e 42 cessazioni. Sei trasferimenti e ben 50 subingressi. Più 29.
Il dettaglio delle aperture: sono rimaste uguali nel settore alimentari (10 e 10). Nei non alimentari sono 6 in più e passano da 29 a 35. Pubblici esercizi sostanzialmente in linea (da 10 a 11 nel 2017) mentre le strutture ricettive, delle diverse tipologie, sono passate dalle 9 aperte nel 2016 alle 4 dell’anno scorso.
Dodici alimentari chiusero i battenti nel 2016, 1 nel 2017. Sempre per le cessazioni, tra i non alimentari lo scostamento è poco (26 e 28). Invariati i pubblici esercizi (9 e 9). Le strutture ricettive chiuse nel 2016 furono tre. Una in più nel 2017.
Il dettaglio dei subingressi: 13 tra gli alimentari nel 2017, nessuno nell’anno precedente. Non alimentari 12 l’anno scorso e 5 nel 2016; pubblici esercizi 25 nel 2017 e 16 nel 2016. Nessuna negli ultimi due anni tra le strutture ricettive.
«Se guardiamo solo aperture e chiusure la situazione risulta positiva. Ma i subentri significano difficoltà seria. Ho sempre detto - commenta Ferrini - che il prezzo maggiore della crisi dell’industria lo avrebbero pagato l’indotto e il commercio. E così è».
La domanda è cosa si fa. L’assessore insiste su un paio di elementi. «Intanto animare più possibile la città non solo in estate. Spettacoli, sport, storia, la peculiarità di un borgo medievale sul mare, la musica: nei fine settimana non estivi tutto aiuterebbe. Sempre più persone acquistano la seconda casa qui e vengono per i ponti, per la Pasqua e in altri periodi extra stagione. C’è anche chi si muove dai comuni limitrofi determinando una certa animazione commerciale. Su questo insieme stiamo lavorando con le associazioni di categoria».
Un altro tassello richiamato dal vicesindaco è quello dei cantieri che si apriranno tra 2018 e inizi 2019. Ferrini si riferisce ai lavori in piazza Verdi. «Abbelliremo quello che è un po’ il salotto del centro. Altri interventi riguarderanno piazza Dante e il parco della Rimembranza. In questo modo estenderemo le aree fruibili anche dai visitatori».
E poi la valorizzazione del Castello, con allestimenti non permanenti di arte contemporanea. «Stiamo riflettendo sull’ introduzione di modifiche alla delibera iniziale. Lo scopo è quello di rendere meno ingessata la struttura e quindi ospiteremo alcune delle opere della Lopes ma non la collezione completa in modo permanente. Punteremo a mostre estemporanee, da rinnovare periodicamente. Ma anche su contest di storia interattiva, per bambini e non. Puntiamo su un turismo familiare e a quanto può attrarlo».
L’altro elemento su cui Ferrini insiste è quello del programma di Toscana Costa Etrusca, la rete di imprese, enti, strutture ricettive, operatori enogastronomici che presto dovrebbe registrare un aumento dei soci. Obiettivo, la valorizzazione unitaria del territorio anche attraverso il web. «Piombino c’ha investito 15 mila euro, una decina San Vincenzo. Campiglia e Suvereto, se ci credono, paghino anche loro», chiude Ferrini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Qualche numero. Nel 2016 le attività inaugurate furono 58 e quelle chiuse 50. Ventuno i subingressi (la cosiddetta cessione del ramo d’azienda) e 5 i trasferimenti. L’anno appena concluso ha registrato 60 aperture e 42 cessazioni. Sei trasferimenti e ben 50 subingressi. Più 29.
Il dettaglio delle aperture: sono rimaste uguali nel settore alimentari (10 e 10). Nei non alimentari sono 6 in più e passano da 29 a 35. Pubblici esercizi sostanzialmente in linea (da 10 a 11 nel 2017) mentre le strutture ricettive, delle diverse tipologie, sono passate dalle 9 aperte nel 2016 alle 4 dell’anno scorso.
Dodici alimentari chiusero i battenti nel 2016, 1 nel 2017. Sempre per le cessazioni, tra i non alimentari lo scostamento è poco (26 e 28). Invariati i pubblici esercizi (9 e 9). Le strutture ricettive chiuse nel 2016 furono tre. Una in più nel 2017.
Il dettaglio dei subingressi: 13 tra gli alimentari nel 2017, nessuno nell’anno precedente. Non alimentari 12 l’anno scorso e 5 nel 2016; pubblici esercizi 25 nel 2017 e 16 nel 2016. Nessuna negli ultimi due anni tra le strutture ricettive.
«Se guardiamo solo aperture e chiusure la situazione risulta positiva. Ma i subentri significano difficoltà seria. Ho sempre detto - commenta Ferrini - che il prezzo maggiore della crisi dell’industria lo avrebbero pagato l’indotto e il commercio. E così è».
La domanda è cosa si fa. L’assessore insiste su un paio di elementi. «Intanto animare più possibile la città non solo in estate. Spettacoli, sport, storia, la peculiarità di un borgo medievale sul mare, la musica: nei fine settimana non estivi tutto aiuterebbe. Sempre più persone acquistano la seconda casa qui e vengono per i ponti, per la Pasqua e in altri periodi extra stagione. C’è anche chi si muove dai comuni limitrofi determinando una certa animazione commerciale. Su questo insieme stiamo lavorando con le associazioni di categoria».
Un altro tassello richiamato dal vicesindaco è quello dei cantieri che si apriranno tra 2018 e inizi 2019. Ferrini si riferisce ai lavori in piazza Verdi. «Abbelliremo quello che è un po’ il salotto del centro. Altri interventi riguarderanno piazza Dante e il parco della Rimembranza. In questo modo estenderemo le aree fruibili anche dai visitatori».
E poi la valorizzazione del Castello, con allestimenti non permanenti di arte contemporanea. «Stiamo riflettendo sull’ introduzione di modifiche alla delibera iniziale. Lo scopo è quello di rendere meno ingessata la struttura e quindi ospiteremo alcune delle opere della Lopes ma non la collezione completa in modo permanente. Punteremo a mostre estemporanee, da rinnovare periodicamente. Ma anche su contest di storia interattiva, per bambini e non. Puntiamo su un turismo familiare e a quanto può attrarlo».
L’altro elemento su cui Ferrini insiste è quello del programma di Toscana Costa Etrusca, la rete di imprese, enti, strutture ricettive, operatori enogastronomici che presto dovrebbe registrare un aumento dei soci. Obiettivo, la valorizzazione unitaria del territorio anche attraverso il web. «Piombino c’ha investito 15 mila euro, una decina San Vincenzo. Campiglia e Suvereto, se ci credono, paghino anche loro», chiude Ferrini.
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