Sicurezza
Parte la petizione anti-chiusure
di Stefano Bramanti
Marciana, oggi assemblea coi commercianti: «Servono agevolazioni per non far morire il paese»
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MARCIANA. «La vitalità del passato è un ricordo per Marciana, che può definirsi un paese fantasma e desolato, sebbene chi viene in villeggiatura ammiri questi luoghi, dove governava Donna Paola Colonna degli Appiani nel 1400. Sarebbe davvero delusa vedendo cosa accade oggi». È questa una sintesi del documento-petizione scritto da due donne, Teresa Torrisi del Bar La Porta e Manuela Adami di Elba Tech, per andare contro la crisi nel paese collinare e delle sue frazioni, posto sulle pendici del monte Capanne, mobilitando la gente.
Per dar forza a questa iniziativa hanno chiesto ad un’altra donna, la sindaca Anna Bulgaresi, di organizzare oggi in Comune, un incontro pubblico, alle 16, per discutere della questione. La prima cittadina ha accolto favorevolmente la proposta. Il documento, creato dalle due signore, ha già oltre 50 firme e parla dell’amore per il paese e del bisogno di rilanciare Marciana, grazie alle proposte dei paesani. «Sono diverse le attività che chiudono o vengono messe in vendita – dice Teresa – con Manuela abbiamo deciso di muovere le acque in questo momento particolare, dopo che la sindaca ha fatto l’ordinanza, per evitare le troppe chiusure invernali di vari negozi al dettaglio, anche se sarebbe stato meglio muoversi prima su questo, non alla vigilia di Natale».
La situazione crea difficoltà a tutti e in particolare agli anziani o agli ammalati, che non possono andare ai supermercati isolani a fare acquisti o altrove. «Abbiamo visto segnali negativi – commenta ancora Teresa- come la chiusura di “Unzipo” laboratorio artigianale di pelle, che produceva oggetti medievali, poi ”Il pozzo dei desideri”, la paninoteca del Monilli, il negozio del pane e degli alimentari, la rosticceria sta per vendere. Anche il nostro amico dottor Toni, il farmacista, è preoccupato per questo spopolamento del centro storico e così gli altri».
Torrisi e Adami non solo hanno scritto il documento, ma sono andate a parlare anche con la sindaca di Marciana Marina, Gabriella Allori.
«Sì – conclude Teresa – perché abbiamo saputo che nel suo comune, per agevolare la vita dei commercianti, è stata resa più leggera la tassa sull’occupazione del suolo pubblico e si parla anche di avere altri aiuti come rendere meno pesante la Tari. Insomma ci vogliono agevolazioni per garantire ancora il servizio pubblico di certi negozi e così potrebbe essere fatto anche nel Marcianese. Noi, col nostro scritto, chiediamo a tutti, al di là dell'azione dei politici, di tirar fuori idee e progetti in grado di risolvere una situazione che diventa preoccupante. Occorrono iniziative culturali e sociali, come quella che avveniva ogni giovedì a Marciana, con il teatro di strada, che riproduceva episodi storici legati agli Statuti del 1500, con consulente Gloria Peria, e in azione Giuliano Soldi, Antonio Berti e altri, impegnati a vitalizzare le serate, eventi molto belli. Invece tutto è fermo, e oltre alle attività si vendono pure le case. Fermiamo queste negatività, occorre agire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per dar forza a questa iniziativa hanno chiesto ad un’altra donna, la sindaca Anna Bulgaresi, di organizzare oggi in Comune, un incontro pubblico, alle 16, per discutere della questione. La prima cittadina ha accolto favorevolmente la proposta. Il documento, creato dalle due signore, ha già oltre 50 firme e parla dell’amore per il paese e del bisogno di rilanciare Marciana, grazie alle proposte dei paesani. «Sono diverse le attività che chiudono o vengono messe in vendita – dice Teresa – con Manuela abbiamo deciso di muovere le acque in questo momento particolare, dopo che la sindaca ha fatto l’ordinanza, per evitare le troppe chiusure invernali di vari negozi al dettaglio, anche se sarebbe stato meglio muoversi prima su questo, non alla vigilia di Natale».
La situazione crea difficoltà a tutti e in particolare agli anziani o agli ammalati, che non possono andare ai supermercati isolani a fare acquisti o altrove. «Abbiamo visto segnali negativi – commenta ancora Teresa- come la chiusura di “Unzipo” laboratorio artigianale di pelle, che produceva oggetti medievali, poi ”Il pozzo dei desideri”, la paninoteca del Monilli, il negozio del pane e degli alimentari, la rosticceria sta per vendere. Anche il nostro amico dottor Toni, il farmacista, è preoccupato per questo spopolamento del centro storico e così gli altri».
Torrisi e Adami non solo hanno scritto il documento, ma sono andate a parlare anche con la sindaca di Marciana Marina, Gabriella Allori.
«Sì – conclude Teresa – perché abbiamo saputo che nel suo comune, per agevolare la vita dei commercianti, è stata resa più leggera la tassa sull’occupazione del suolo pubblico e si parla anche di avere altri aiuti come rendere meno pesante la Tari. Insomma ci vogliono agevolazioni per garantire ancora il servizio pubblico di certi negozi e così potrebbe essere fatto anche nel Marcianese. Noi, col nostro scritto, chiediamo a tutti, al di là dell'azione dei politici, di tirar fuori idee e progetti in grado di risolvere una situazione che diventa preoccupante. Occorrono iniziative culturali e sociali, come quella che avveniva ogni giovedì a Marciana, con il teatro di strada, che riproduceva episodi storici legati agli Statuti del 1500, con consulente Gloria Peria, e in azione Giuliano Soldi, Antonio Berti e altri, impegnati a vitalizzare le serate, eventi molto belli. Invece tutto è fermo, e oltre alle attività si vendono pure le case. Fermiamo queste negatività, occorre agire».
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