Il Tirreno

Petizione dei residenti di Colmata 

«Rimateria rispetti le prescrizioni»

«Rimateria rispetti le prescrizioni»

PIOMBINO. «In discarica si rispettino le prescrizioni contenute nella diffida della Regione». Lo chiedono 108 cittadini con una petizione inviata alla Regione stessa, ai sindaci della zona, agli enti...

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PIOMBINO. «In discarica si rispettino le prescrizioni contenute nella diffida della Regione». Lo chiedono 108 cittadini con una petizione inviata alla Regione stessa, ai sindaci della zona, agli enti di controllo e a Rimateria.

Nel testo si chiede il loro coinvolgimento finanziario per gli interventi conseguenti qualora Rimateria non avesse le risorse necessarie.

«La nostra salute e l'ambiente non possono aspettare oltre o essere subordinate alle disponibilità di Rimateria»: il punto su cui ruota il ragionamento dei cittadini, in gran parte residenti nella zona, era e rimane questo.

I firmatari sollecitano la verifica dei mezzi e delle condizioni con cui operano i lavoratori, chiamati a trattare «rifiuti molto più pericolosi di quelli di origine urbana». E chiedono di vederci chiaro sullo stato delle acque sotterranee, per il percolato prodotto dalla discarica, e sull’aria, per le emissioni.

Il problema non investirebbe solo gli abitanti di Colmata ma anche i turisti e i piombinesi diretti alle spiagge della Costa est, «costretti a chiudere i finestrini delle auto per la puzza insopportabile. Altre preoccupazioni sono legate a quanto più volte dichiarato pubblicamente dal presidente di Rimateria: “dopo aver rialzato la discarica Asiu e riempito lo spazio che la separa dalla discarica ex-Lucchini rialzeremo anche quest'ultima e creeremo una nuova ampia discarica nell'area confinante”. Tale nuova discarica, secondo Valerio Caramassi, conterrà rifiuti speciali e anche pericolosi se si rilasceranno le autorizzazioni». I timori investono anche le previste attività di trattamento rifiuti che si svolgeranno nei capannoni.

Ai Comuni soci di Rimateria si chiede di riconsiderare il piano. E si ricorda che creare nuove discariche, accogliere numerose ditte che intendono trattare anche rifiuti pericolosi «escluda lo sviluppo di altre attività che potrebbero dare maggiore occupazione. Riteniamo - prosegue il documento - che la zona non sia adatta a discariche. Parliamo di una palude e siamo in presenza di una falda superficiale a bassissimo livello. Siamo vicini alla città e al mare, in un’area con molte parti a rischio idraulico elevato per la vicinanza del fiume Cornia e del confinante fosso Cornia Vecchia. Siamo in un Sin da bonificare. Insomma, non siamo in una zona adatta a nuove discariche o a trattare i rifiuti speciali e pericolosi». Tra le prescrizioni chieste dalla Regione, finora non rispettare, c’è la mancata aspirazione e trattamento del biogas (metano,anidride carbonica, ecc) che ora si liberano direttamente nell'aria. E ancora, l’assenza di copertura delle parti non più utilizzate e le mancate coperture giornaliere di quelle utilizzate.

L’elenco, però, continua in varie direzioni. Inclusa la mancata verifica analitica sul posto dei rifiuti ammessi in discarica. (v.p.)

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