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Bonifiche, anche Invitalia al vertice in Comune

Bonifiche, anche Invitalia al vertice in Comune

I partecipanti all’incontro verranno accolti da un presidio di protesta «Tempi biblici e risorse ancora inutilizzate, adesso serve una svolta» 

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PIOMBINO. Regione, amministrazione comunale, Invitalia e ditte incaricate della caratterizzazione e della progettazione delle bonifiche si incontreranno alle 11,30 di domani. Una riunione operativa, in Comune. Un appuntamento che non passa inosservato. Ad attendere i partecipanti ci sarà un presidio a cui hanno aderito il Centro di solidarietà internazionalista Alta Maremma, il Coordinamento Art.1-Camping CIG, Il sindacato è un’altra cosa-Opposizione Cgil, Restiamo umani, Slaicobas, Unicobas, Partito comunista, Partito comunista dei lavoratori-Lista Per Una Sinistra Rivoluzionaria, partito dei Carc, Rifondazione, Potere al popolo, Sinistra italiana, Un’Altra Piombino. E l’Ugl che ha diramato una sua nota.

Nel testo si sottolinea che in materia di bonifica spesso l’attenzione si concentra sulla falda che, per quanto importante, non può essere considerata risolutiva della complessa situazione del sito di Piombino. L’Ugl evidenzia il rischio che la sua messa in sicurezza possa servire a poco. «Non sarebbe stato più logico bonificare il terreno e togliere la fonte inquinante che si scioglie nell'acqua di falda? Almeno - scrive - negli hot spot dove gli inquinanti raggiungono concentrazioni altissime. Auspichiamo che essendo quello di domani un "tavolo tecnico" questi aspetti siano valutati. Parteciperemo al presidio intanto per dire che occorre trovare risorse anche per tutte le altre complesse situazioni e pericoli presenti nel sito. Ma saremo anche a dire che occorre fare in modo che le ditte che svolgeranno i lavori si avvalgano di manodopera locale. Invitiamo la cittadinanza ad unirsi affinché per Piombino si inizi a parlare di vere bonifiche e non solo di messa in sicurezza. Se investiamo nel territorio facciamolo con giusti criteri e prospettive».

Bonifiche, acciaio pulito e diversificazione sono i tre punti da tenere insieme «altrimenti frana tutto», su cui si concentrano le altre organizzazioni che hanno aderito. Nella loro nota si evidenzia che il risanamento ambientale è la condizione indispensabile per attivare le grandi risorse della Val di Cornia: «agricoltura e turismo di qualità, attività connesse al mare, al porto, ad un nuovo sviluppo industriale ecocompatibile. Le aree inquinate sono state individuate nel 1998 come Sito di Interesse Nazionale ma in vent'anni non è stato bonificato quasi nulla. Anzi le cronache ci dicono che sarebbero arrivati in discarica altri rifiuti pericolosi “camuffati”».

Per le organizzazioni firmatarie, il ruolo giocato da Invitalia e Comune per le bonifiche a Piombino è fallimentare: «Tempi biblici, realizzazioni minime, investimenti non utilizzati anche quando disponibili, vedi i 50 milioni già stanziati da tempo e peraltro limitati alla mera messa in sicurezza operativa della falda superficiale; 12 milioni per Città futura; 9 milioni per Poggio ai venti».

Dopo aver tratteggiato un quadro poco edificante della situazione, si afferma che «i governi locale, regionale e nazionale, tutti a guida Pd, hanno provocato la paralisi attuale in un clima di passiva subordinazione alle multinazionali di turno. Il governo locale, regionale e nazionale, adesso devono adottare procedure straordinarie di emergenza. Quindi, gestire direttamente, l'avvio concreto di smantellamenti e bonifiche del Sin con fondi adeguati, recuperando in futuro quanto dovuto dai privati responsabili dell' inquinamento. Terzo elemento: gestire direttamente la riattivazione immediata dei treni di laminazione e successivamente prevedere un forte intervento pubblico diretto nella gestione dello stabilimento con l'obiettivo di produrre acciaio pulito di qualità, nel quadro di una politica siderurgica nazionale».

Infine, trasparenza, con la possibilità di assistere alla riunione, lo streaming e un’assemblea pubblica successiva.

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