Il Tirreno

Il viaggio in Brasile e l’attività di apicoltore a favore delle famiglie di disabili mentali

L’esperienza nella foresta amazzonica ha portato Federico Beconi, a Branco, la capitale di Acre, uno stato del Brasile, che si trova nella sezione nord occidentale del paese, fra la Bolivia e il Perù....

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L’esperienza nella foresta amazzonica ha portato Federico Beconi, a Branco, la capitale di Acre, uno stato del Brasile, che si trova nella sezione nord occidentale del paese, fra la Bolivia e il Perù. Ed è stata un’esperienza positiva da cui lui dice di aver imparato molto. «Ho lavorato con i coloni provenienti dal Sud del Brasile: immigrati europei, con cognomi italiani e tedeschi. E ho capito cosa è il vero far west, stando in luoghi dove per arrivare al centro abitato più vicino occorrono tre giorni di viaggio. Fra quella gente che con pochi mezzi, in territori disastrati dal punto di vista ambientale, riusciva a mettere in piedi attività agricole e imprenditoriali incredibili, ma anche scuole e cooperative, ho imparato la semplicità delle cose, che in noi, abituati agli agi e al tutto facile, purtroppo non esiste più. Ho partecipato alla costruzione di una scuola– famiglia rurale, che funzionava con il metodo della pedagogia dell’alternanza, in cui i bambini stavano per un periodo con le famiglie e per un altro periodo a scuola. E ho capito il senso della partecipazione (il giorno in cui ci fu l’assemblea della scuola tutte le famiglie partirono la notte da casa per essere presenti, mentre noi non andiamo alle assemblee, anche se la scuola è a due passi)».

In Amazzonia Federico Beconi ha conosciuto anche il mondo dell’apicoltura. «Un mondo che mi ha incuriosito da subito e che poi, una volta tornato a casa, quando un collega del mio babbo per raggiunti limiti di età ha smesso di fare l’apicoltore lasciandomi in eredità le sue api, ho imparato a conoscere a fondo, iniziando un’attività che oggi si divide fra l’associazione “Regina delle api”, fondata da famiglie di disabili mentali della Val di Cornia e la mia azienda agricola individuale. «L’ape– spiega Beconi– è un animale affascinante che può essere ingabbiato ma non addomesticato. Ha un’intelligenza, una perfezione straordinaria e un modo di vivere super organizzato, con una capacità incredibile di resistenza ai cambiamenti, che mi piacerebbe approfondire di più se ne avessi il tempo... Agli studi su questo insetto nel 1973 ha partecipato anche il Nobel per la medicina e la fisiologia, l’austriaco Karl von Frisch che ha fatto una ricerca importante sulla comunicazione degli insetti, soprattutto sul linguaggio delle api. Un mondo magico che cerco di spiegare anche ai bambini quando vengono alle dimostrazioni e che mi coinvolge sempre di più».

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di Redazione web