Sicurezza
Le operaie scrivono al viceministro Bellanova
Nelle mense e nelle pulizie ammortizzatori scaduti e coperture diverse da quelle dei metalmeccanici
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PIOMBINO. Ammortizzatori scaduti o prossimi alla scadenza: le Rsa e le lavoratrici di mense e pulizie in Aferpi hanno scritto al viceministro Teresa Bellanova con la quale si erano già incontrate.
«Dopo il decreto che autorizzava la cigs il Ministero è intervenuto nuovamente con un annullamento. Come conseguenza - si afferma - è stata applicata la normativa che con il biennio vede la fine della cigs e quindi con il mese di dicembre abbiamo terminato l'ammortizzatore che ci permetteva di conservare quel poco di lavoro rimasto. È stata pure aperta la procedura di licenziamento».
«Fino ad oggi - prosegue la lettera - non ci siamo e non ci vogliamo arrendere. Abbiamo chiesto un supporto alla Regione che ha dato la sua disponibilità ad approfondire la questione. Ora scriviamo a lei perché come lavoratrice e donna sa bene quanto sia difficile, ad una età non più giovanissima, ricollocarsi nel mondo del lavoro, per di più in una area di crisi complessa. Perché, se siamo in un'area di crisi non ci sono normative appropriate? Perché non possiamo compensare quella parte di orario mancante, a causa della contrazione della committente, con l'ammortizzatore»?
« Noi - si aggiunge - chiediamo solo di avere pari opportunità dei colleghi metalmeccanici. Il Ministero suggerirebbe l'utilizzo della cigs per le aree di crisi complessa nelle aziende che non hanno altri ammortizzatori. Però il nostro è legato alla committente e se i servizi sono contratti perché la committente lavora meno è chiaro che siamo in tutto e per tutto legati dalla stesso destino e come abbiamo diritto all'ammortizzatore in virtù della committente anche la sua durata deve poter essere la stessa».
Alle Rsa risulta che nel 2015 il Ministero abbia già riconosciuto, alle aziende dei servizi, questa proroga. «E allora perché tornare proprio ora indietro »?, domandano le lavoratrici.
Intanto le Rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato la Serenissima. L’azienda che gestisce la mensa ha informato che è scaduto il contratto il 31 dicembre e ha richiesto ad Aferpi che per il rinnovo 2018 un aumento del pasto individuale di 80 centesimi ripartito come da contrattazione (55% a carico dell’azienda e 45% a carico del lavoratore). La Serenissima ha giustificato tale aumento con le perdite subite nel 2016 e 2017 a causa del mancato rispetto del piano industriale Cevital. Aferpi avrebbe accettato anche perché non in grado di aprire un nuovo bando. Il sindacato invita i lavoratori ad utilizzare il servizio e l’azienda a migliorarne la qualità.(v.p.)
«Dopo il decreto che autorizzava la cigs il Ministero è intervenuto nuovamente con un annullamento. Come conseguenza - si afferma - è stata applicata la normativa che con il biennio vede la fine della cigs e quindi con il mese di dicembre abbiamo terminato l'ammortizzatore che ci permetteva di conservare quel poco di lavoro rimasto. È stata pure aperta la procedura di licenziamento».
«Fino ad oggi - prosegue la lettera - non ci siamo e non ci vogliamo arrendere. Abbiamo chiesto un supporto alla Regione che ha dato la sua disponibilità ad approfondire la questione. Ora scriviamo a lei perché come lavoratrice e donna sa bene quanto sia difficile, ad una età non più giovanissima, ricollocarsi nel mondo del lavoro, per di più in una area di crisi complessa. Perché, se siamo in un'area di crisi non ci sono normative appropriate? Perché non possiamo compensare quella parte di orario mancante, a causa della contrazione della committente, con l'ammortizzatore»?
« Noi - si aggiunge - chiediamo solo di avere pari opportunità dei colleghi metalmeccanici. Il Ministero suggerirebbe l'utilizzo della cigs per le aree di crisi complessa nelle aziende che non hanno altri ammortizzatori. Però il nostro è legato alla committente e se i servizi sono contratti perché la committente lavora meno è chiaro che siamo in tutto e per tutto legati dalla stesso destino e come abbiamo diritto all'ammortizzatore in virtù della committente anche la sua durata deve poter essere la stessa».
Alle Rsa risulta che nel 2015 il Ministero abbia già riconosciuto, alle aziende dei servizi, questa proroga. «E allora perché tornare proprio ora indietro »?, domandano le lavoratrici.
Intanto le Rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato la Serenissima. L’azienda che gestisce la mensa ha informato che è scaduto il contratto il 31 dicembre e ha richiesto ad Aferpi che per il rinnovo 2018 un aumento del pasto individuale di 80 centesimi ripartito come da contrattazione (55% a carico dell’azienda e 45% a carico del lavoratore). La Serenissima ha giustificato tale aumento con le perdite subite nel 2016 e 2017 a causa del mancato rispetto del piano industriale Cevital. Aferpi avrebbe accettato anche perché non in grado di aprire un nuovo bando. Il sindacato invita i lavoratori ad utilizzare il servizio e l’azienda a migliorarne la qualità.(v.p.)
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