Gioco
Dalle castagne all’Aleatico tutti gli aromi della birra
I segreti della produzione elbana della fabbrica di via Manganaro
PORTOFERRAIO. La birra di Valerio, Marina e Stefano conquista fama e clienti, vista la qualità delle sue “bionde” o delle sue “scure”. Non a caso nel 2011, a Rimini, la Birra dell’Elba, al Beer Attraction, l’esposizione nazionale annuale più importante, ha vinto l’argento, superando la concorrenza di decine di altre birre italiane.
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Tale affermazione di prestigio è stato ottenuto con la “666”, una delle birre del Tamagni, forte di 11 gradi alcolici che dopo il passaggio in barrique matura per 24 mesi. Colore ambrato, riflessi rossi ed ha profumi intensi con accentuato sapore di malto, da usare sicuramente nelle occasioni speciali. E vediamo queste venti etichette realizzate in via Manganaro, vicino alla rotonda che fa uscire dalla città di Cosimo Dei Medici. Almeno alcune.
Partiamo da quelle che sono elbanizzate, ad esempio esiste la “Caldarrosta”, con castagne e miele di Marciana, la “Tuscany Style” che contiene mosto e vinacce per Aleatico, e come non pensare alla birra alla Nepitella, la spezia così diffusa nella macchia mediterranea elbana. Valerio ha prodotto la “Nipotta”a bassa gradazione di circa 5%vol, chiara, da abbinare con cioccolato amaro. Proseguendo nell’analisi dei prodotti del birrificio isolano c’è da dire che la più diffusa è quella chiamata “MaestrAle”, una birra chiara dal corpo leggero, raggiunge i 5, 2 volumi, ed è fortemente caratterizzata da un luppolo australiano.
Poi la “Ripa Bianca”, una blanche stile belga da 5, 5 gradi prodotta con orzo, frumento e avena, aromatizzata con zenzero, chiodi di garofano, cumino e scorza d’arancia.
«Il processo di lavorazione – spiega Valerio – è molto accurato, mettiamo in infusione il malto d’orzo in acqua calda dai 50 ai 78°, l’amido si trasforma in zuccheri semplici, quindi avviene la filtrazione del cereale, dopodiché si porta ad ebollizione il mosto dolce, che viene amaricato con l’introduzione del luppolo in quantità che può variare dai due agli otto grammi per litro, determinando l’amaro e buona parte il sapore. Si passa poi a raffreddare velocemente il mosto, aggiungendo poi il lievito di birra in modo da avviare la fermentazione, tale processo dura da una settimana a 10 giorni. Quindi si raffredda il tutto e si eliminano i lieviti che vanno a depositarsi sul fondo e si passa ad imbottigliare la birra, aggiungendo zucchero e lievito in modo da avviare una seconda fermentazione in bottiglia, che dà il gusto frizzante alla bevanda».
Altri tipi di birra sono la Octopus, Dragut, Barnarossa, Blekke, Epa, Sirena, Cento all’Ora e Napoleon che non poteva mancare per omaggiare il più celebre personaggio della storia dell’isola.
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