Il dolore
un progetto che riguarda l’intera area
Torre, restauro e utilizzo per la collettività
Le proposte di Legambiente dopo i danni causati da un fulmine al prezioso monumento
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MARCIANA MARINA. Non tutti i mali vengono per nuocere. Ne è convinta Legambiente che vede, nel fulmine che recentemente si è abbattuto sulla Torre simbolo di Marciana Marina danneggiandola, l’occasione per elaborare, con il coinvolgimento dei cittadini, un progetto di riutilizzo dell’intera area. Come pure potrebbe rientrare nell’operazione Torre e le sue pertinenze il trasferimento dell’Asl nella vecchia sede comunale, della capitaneria nell’attuale Asl in viale Margherita e liberare i locali adiacenti alla Torre. Ecco, dunque, le proposte di Legambiente. La Torre è oggi di diritto (per effetto della sentenza 2005 della Corte d’Appello di Firenze) e di fatto (per la presa di possesso del Demanio) un monumento dello Stato di pubblica proprietà. Ed è positivo che l’ex sindaco, oggi a capo dell’opposizione, solleciti la nuova amministrazione a fare quel che non è riuscito a fare lui negli ultimi 10 anni. «Così come è positivo - aggiunge Legambiente - scoprire che, dopo aver respinto in consiglio le proposte della minoranza di sinistra e condivise da Legambiente, la passata giunta, pur non convocando mai la Commissione consiliare ad hoc, abbia utilizzato quella proposta ufficialmente respinta per chiedere al Demanio l’affidamento nei termini che noi e l’ex minoranza proponevamo». La Sovrintendenza si è dichiarata soddisfatta della disponibilità pubblica della Torre e disponibile a studiarne l’utilizzo con gli amministratori locali. Le sentenze del tribunale e, soprattutto, il pronunciamento della Cassazione hanno stabilito che la Torre di Marciana Marina è un monumento storico di proprietà del demanio e quindi inalienabile. Il Comune è attualmente il gestore della Torre, ma l’affidamento è sempre stato dato con provvedimenti temporanei rinnovati di volta in volta. «Serve quindi - continua il Cigno Verde - un progetto definitivo che le passate amministrazioni non sono state in grado di approvare e che il consiglio aveva affidato a una specifica commissione mai convocata. Alla luce dei nuovi avvenimenti è dunque opportuno che l’amministrazione Allori – conclude - provveda, dopo aver esperito i colloqui col Demanio, a convocare al più presto una Commissione consiliare speciale».
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