Il Tirreno

«Rossi, un esempio per tutti noi»

di Luigi Cignoni
«Rossi, un esempio per tutti noi»

Toccante cerimonia a Portoferraio: intitolata la caserma dei vigili del fuoco al giovane capo squadra

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PORTOFERRAIO. Una cerimonia semplice. Eppure profonda. Ricca di significato e di contenuti. Così si è espresso il sotto segretario del Ministero dell’Interno Gianpiero Bocci, nel corso della cerimonia d’intitolazione del Distaccamento dei vigili del fuoco di Portoferraio al capo squadra esperto Marcello Rossi, recentemente scomparso. Presenti autorità civili e militari, rappresentanti delle forze dell’ordine e oltre una quarantina di vigili del fuoco dell’Elba e del comprensorio (un pullman è arrivato direttamente dalla sede centrale di Livorno), inoltre una larga rappresentanza dell’associazionismo elbano e infine molto pubblico assiepato, nella tarda mattinata di ieri, nel cortile antistante il garage dei mezzi dei vigili alle Antiche Saline.

Una moltitudine variopinta, contrassegnata da labari, stendardi dei Municipi elbani e fasce tricolori dei sindaci (o dei loro rappresentanti) non è voluta mancare a quello che giustamente è stata considerato un giorno storico, appunto l’intitolazione della sede elbana dei Vigili del Fuoco a un elbano doc, Marcello Rossi. Già a partire dalle 11 hanno cominciato a fluire le autorità e gli invitati. Attorno alle 11,30 ha avuto luogo lo schieramento del personale e l’ingresso nella stazione dei labari e delle bandiere. Alle 11,55 ha fatto il suo ingresso nel cortile il sottosegretario Bocci, accompagnato dal comandante del distaccamento di Livorno Alessandro Di Paola, mentre la banda della polizia carceraria dell’istituto di Porto Azzurro eseguiva brani musicali fra cui l’inno nazionale. Entrati all’interno della caserma sono iniziate le allocuzioni, mentre prendevano posto gli invitati. In prima fila, fra le massime autorità anche i familiari di Marcello Rossi, la giovane moglie Simona Cucchiarelli, la figlia Linda, accompagnate dalla nonna. Il primo a prendere la parola il comandante Alessandro Di Paola: «La cerimonia di oggi – ha detto – non è solo l’intitolazione di una sede dei vigili, ma vuole offrire anche l’occasione per proporre un esempio da seguire, una figura di riferimento da tenere sempre presente per quanto concerne la sicurezza della collettività e la professionalità dei vigili, come ha saputo fare nella sua pur breve vita Marcello Rossi. Il territorio dell’Elba è bello, ma fragile, per questo ci deve essere l’impegno nostro per garantire la sicurezza». Per Mario Ferrari sindaco di Portoferraio, Marcello Rossi è stato l’ultimo elbano ad aver lasciato un segno indelebile nella storia dell’Isola. «E’ stato un trascinatore – ha aggiunto il primo cittadino – per i suoi colleghi, dimostrando che con l’impegno profuso costantemente si possono conseguire risultati. È stato per tutti noi che l’abbiamo conosciuto un esempio e un ricordo da tenere sempre vivo». Il sottosegretario Bocci che ha evidenziato due aspetti importanti della cerimonia. Il primo: la bellezza della vita. «Che significa – ha aggiunto – dedicare tempo e competenze per il bene degli altri. Mettersi a disposizione della comunità, questo lo sanno bene i vigili del fuoco. Questo l’hanno fatto e sempre lo faranno, anche sapendo che corrono dei rischi che comunque fanno parte della loro missione». Il secondo aspetto rilevato da Bocci è la divisa. «Oggi vedo molte divise. Ma indossarle significa lealtà, fedeltà e generosità verso lo Stato. Ritengo che siano tutte le persone migliori che esprime la nostra società, così come è bello vedere i sindaci con la fascia. Questa è la storia di un popolo. Indossare una divisa e la fascia è sempre impegnativo, ma impegnarsi per gli altri è davvero gratificante. Quando si muore dopo aver seminato bene, anche la morte è meno dolorosa. Vive – ha concluso il sottosegretario – il ricordo di un uomo che si è contraddistinto per altruismo e generosità».

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