La manifestazione
ex lucchini
«Severstal ci deve 194 milioni»
Somma destinata ai creditori. Per Nardi privi di effetto i pagamenti del 2012 ai fornitori
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PIOMBINO. In attesa di sviluppi sul contenzioso Governo-Aferpi, il commissario Piero Nardi sta promuovendo altre iniziative nell’ambito dell’azione di tutela dei creditori del gigantesco debito Lucchini, oltre 800 milioni di euro.
Nardi fin dal 2015 aveva formalizzato la richiesta agli ex padroni della Lucchini, i russi di Severstal, di circa 194 milioni di euro per una vicenda legata ai pagamenti effettuati nel 2012 da Lucchini verso varie società del gruppo Severstal che fornivano materie prime, nei 12-6 mesi che hanno preceduto l’ammissione della società alla procedura di amministrazione straordinaria. Pagamenti che secondo la legge fallimentare sono privi di effetto in quell’arco temporale.
All’epoca lo stesso Nardi, in una delle sue relazioni trimestrali, avvertì che si trattava di una causa «con ampi margini di incertezza» ma che considerando «l’importo in gioco, è stato comunque avviato il contenzioso, anche per non incorrere nella prescrizione».
Ora la prima di queste cause contro la Ao Karelsky Okatish, azienda della galassia Severstal, è stata incardinata al Tribunale di Livorno, dove si è svolta la prima udienza tecnica. Alla Ao Karelsky Okatish viene chiesta la restituzione di 142 milioni, il contenzioso con la Pb Coals, successivamente rilevata dalla canadese Corsa, è invece nell’ordine dei 52 milioni.
Se come si ipotizza alla fine si arriverà a una transazione che ridurrà la cifra richiesta, questa comunque sarà gestita dalla Lucchini in amministrazione straordinaria per ripagare in parte i creditori.
Fuori da questa fattispecie, ma comunque in attesa, ci sono ancora i 220 lavoratori ex Lucchini Servizi che devono avere circa 900mila euro di tfr, somma che sale a un milione e 300mila euro con la passività (ferie e premi produzione non riscossi).
Negli ultimi incontri col sindacato, Nardi di recente ha ipotizzato che il pagamento per gli ex Lucchini Servizi quanto meno del tfr possa avvenire entro marzo-aprile prossimi.(cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Nardi fin dal 2015 aveva formalizzato la richiesta agli ex padroni della Lucchini, i russi di Severstal, di circa 194 milioni di euro per una vicenda legata ai pagamenti effettuati nel 2012 da Lucchini verso varie società del gruppo Severstal che fornivano materie prime, nei 12-6 mesi che hanno preceduto l’ammissione della società alla procedura di amministrazione straordinaria. Pagamenti che secondo la legge fallimentare sono privi di effetto in quell’arco temporale.
All’epoca lo stesso Nardi, in una delle sue relazioni trimestrali, avvertì che si trattava di una causa «con ampi margini di incertezza» ma che considerando «l’importo in gioco, è stato comunque avviato il contenzioso, anche per non incorrere nella prescrizione».
Ora la prima di queste cause contro la Ao Karelsky Okatish, azienda della galassia Severstal, è stata incardinata al Tribunale di Livorno, dove si è svolta la prima udienza tecnica. Alla Ao Karelsky Okatish viene chiesta la restituzione di 142 milioni, il contenzioso con la Pb Coals, successivamente rilevata dalla canadese Corsa, è invece nell’ordine dei 52 milioni.
Se come si ipotizza alla fine si arriverà a una transazione che ridurrà la cifra richiesta, questa comunque sarà gestita dalla Lucchini in amministrazione straordinaria per ripagare in parte i creditori.
Fuori da questa fattispecie, ma comunque in attesa, ci sono ancora i 220 lavoratori ex Lucchini Servizi che devono avere circa 900mila euro di tfr, somma che sale a un milione e 300mila euro con la passività (ferie e premi produzione non riscossi).
Negli ultimi incontri col sindacato, Nardi di recente ha ipotizzato che il pagamento per gli ex Lucchini Servizi quanto meno del tfr possa avvenire entro marzo-aprile prossimi.(cloz)
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