Italia
Ristorante fuori regola chiuso dalla capitaneria
Tra le contestazioni la mancata etichettatura e la cattiva conservazione del pesce Controllati altri ventidue locali e tutta la filiera del commercio all’ingrosso
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PORTOFERRAIO. Nel mirino degli uomini della capitaneria di porto, dopo un controllo effettuato in concomitanza con l’Asl elbana, è finito un ristorante del Marcianese, nei cui locali-cucina erano state evidenziate situazioni in cattivo stato igienico sanitario. Ma non è stato il solo. Altri ventidue esercizi commerciali sono stati controllati dalla capitaneria di porto. È il bilancio di quella che è stata definita l’operazione “Dirty market”. Il controllo è stato effettuato sotto il coordinamento della Direzione marittima di Livorno. L’azione dei militari si è sviluppata tanto a mare quanto a terra, effettuando controlli su tutta la catena della filiera ittica, dal pescato alla ristorazione. Si parla in tutto di cinque sanzioni irrogate. Quattro sono amministrative (1.500 euro ciascuna) per mancanza di etichettatura di prodotti ittici freschi e congelati per un totale di seimila euro. Una denuncia penale per tentata frode in commercio, con conseguente sequestro di 60 chilogrammi di pesce. A seguito del controllo effettuato dai militari della guardia costiera, l’Asl ha constatato il cattivo stato di conservazione di circa 5 chilogrammi di pesce fresco ed effettuato il sequestro del prodotto ittico, confiscato e distrutto. Al titolare dell’esercizio commerciale sono state imposte prescrizioni di natura igienico-sanitaria ed è stata disposta la sospensione dell’attività fino a quando non verranno ottemperate. Inoltre è stato denunciato penalmente il titolare dell’esercizio con il sequestro penale di 12,10 kg perché pubblicizzava sul proprio menu prodotto fresco che in realtà all’atto del controllo risultava congelato.
I controlli a terra hanno interessato anche il commercio all’ingrosso, con le ispezioni dei locali e dei prodotti ittici di due grossisti elbani e della flotta peschereccia nei porti di Portoferraio e degli uffici minori. In mare, nonostante le avverse condizioni meteomarine non abbiano favorito né la pesca sportiva né quella professionale, sono stati controllati in totale tre pescherecci, focalizzando l’attenzione sul pescato, sulla documentazione e sul personale presente a bordo e sette diportisti impegnati nella pesca locale e ravvicinata. «Si ricorda l’importanza del numero per le emergenze in mare 1530 – conclude la capitaneria - attivo 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, su tutto il territorio nazionale, per richiedere il nostro intervento immediato».
I controlli a terra hanno interessato anche il commercio all’ingrosso, con le ispezioni dei locali e dei prodotti ittici di due grossisti elbani e della flotta peschereccia nei porti di Portoferraio e degli uffici minori. In mare, nonostante le avverse condizioni meteomarine non abbiano favorito né la pesca sportiva né quella professionale, sono stati controllati in totale tre pescherecci, focalizzando l’attenzione sul pescato, sulla documentazione e sul personale presente a bordo e sette diportisti impegnati nella pesca locale e ravvicinata. «Si ricorda l’importanza del numero per le emergenze in mare 1530 – conclude la capitaneria - attivo 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, su tutto il territorio nazionale, per richiedere il nostro intervento immediato».
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