Sicurezza
Natale con qualche luce Ma tutti aspettano i saldi
di Francesca Lenzi
Commercianti moderatamente soddisfatti: più acquisti ma a costi contenuti I franchising vanno, i negozi fluttuano, e c’è chi chiede più impegno del Comune
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PIOMBINO. È stato un Natale dolce, ma non per tutti. Opinioni differenti e bilanci eterogeni hanno condizionato il periodo delle festività per i commercianti piombinesi che, dopo una prima valutazione sulle vendite delle ultime settimane, aspettano – tra speranza e disincanto – l’arrivo dei saldi, previsto in Toscana per venerdì. Nell’ambito di un trend nazionale che vede le mode del centro commerciale e dello shopping in rete, Piombino, ormai da anni, paga una crisi locale che acutizza gli effetti dello stallo economico a livello nazionale. Non tutti, però, si ritrovano a piangere. Se il franchising collaudato dà sempre, o quasi, garanzie, a vivere meglio sono quelle attività che offrono anche articoli a buon mercato. La tendenza, infatti, sembra quella di provare a spendere sempre meno, anche per i bambini, categoria tradizionalmente estranea a crisi e risparmio. «Durante le feste abbiamo lavorato bene – affermano all’Ovs Giulia Cubicciotti ed Elisa Seggiani –. Meglio dell’anno scorso, adesso ci aspettiamo il botto. Sono già due settimane che la gente ci chiede dei saldi, e infatti in questi giorni è più tranquillo proprio perché le persone aspettano gli sconti. Vanno bene tutti i reparti, in particolare quello dei bambini, anche se il trend considera tanti regalini ma a poco prezzo».
Ancora meglio è andata alla Gardenia di corso Italia: «Benissimo – il commento di Simona Gianfaldoni –. Natale è sempre un’incognita. Uno dei vantaggi è che in negozio abbiamo articoli da tutti i prezzi e per i saldi, pur non essendo la tipologia di attività che solitamente viene assaltata per gli sconti, lavoriamo comunque, anche se la gente tende a spendere un po’ meno».
«Ci sono stati meno clienti rispetto all’anno scorso – spiega Valentina Stefanini di Outlet Therapy –. Si è visto anche meno entusiasmo e poi ci sono meno soldi. Per capirsi, il pienone c’è stato a fine novembre con il Black Friday, con la merce scontata del 30%. Ecco, quel giorno si è venduto tanto e la gente, in quell’occasione, ha comprato anche i regali del Natale. Se è vero che ci sono meno soldi e paura per il futuro, adesso vanno molto i centri commerciali. Il ceto medio-alto resta, però si sta impoverendo. Tutti, a dire il vero, ci stiamo impoverendo».
«Siamo soddisfatti – dice Elena Menti di Benetton Undercolors –. Abbiamo registrato più o meno l’incasso dell’anno scorso, e per i saldi siamo fiduciosi. Credo che in questo senso l’amministrazione comunale potrebbe rallegrare le vie del centro con musica e qualche spettacolo per i più piccoli, in modo da far respirare l’aria natalizia». Ancora più critico è Simone Cozzi di Ego in corso Italia: «L’incasso di queste feste non è stato niente di eclatante – dice –. Speravamo meglio e per i saldi non ci aspettiamo granché. Ormai a Piombino c’è questa tendenza. C’è la crisi, d’accordo, ma il Corso fa schifo e l’amministrazione non ci aiuta. E potrebbe. Abbellendo la strada e incoraggiando i piombinesi a non andare fuori città e, allo stesso tempo, stimolando chi non è di Piombino a venire qui. Il Comune dovrebbe fare qualcosa. C’è altro oltre alla fabbrica. Lo diciamo da anni». Feste positive invece per l’Erboristeria di corso Vittorio Emanuele: «La nostra clientela l’abbiamo conservata – afferma Sara Pazzaglia – mentre chi è venuto a comprare qualcosa, è tornato. Da anni ci ingegniamo nel fare confezioni carine, anche a prezzi bassissimi, e poi belle iniziative, come la pesca della Befana, e sconti per i saldi». «È andata bene – le parole di Lucia Lupi di Le Bizze –. Ora come ora lavoriamo più sulla donna che sul bambino, per il quale si preferisce spendere meno, tra fisico che cambia rapidamente ed esigenze di comodità. Lo shopping nei centri commerciali? Un peccato. Ne usciamo omologati, privi di personalità e buon gusto. Abbiamo bisogno di anima».
Ancora meglio è andata alla Gardenia di corso Italia: «Benissimo – il commento di Simona Gianfaldoni –. Natale è sempre un’incognita. Uno dei vantaggi è che in negozio abbiamo articoli da tutti i prezzi e per i saldi, pur non essendo la tipologia di attività che solitamente viene assaltata per gli sconti, lavoriamo comunque, anche se la gente tende a spendere un po’ meno».
«Ci sono stati meno clienti rispetto all’anno scorso – spiega Valentina Stefanini di Outlet Therapy –. Si è visto anche meno entusiasmo e poi ci sono meno soldi. Per capirsi, il pienone c’è stato a fine novembre con il Black Friday, con la merce scontata del 30%. Ecco, quel giorno si è venduto tanto e la gente, in quell’occasione, ha comprato anche i regali del Natale. Se è vero che ci sono meno soldi e paura per il futuro, adesso vanno molto i centri commerciali. Il ceto medio-alto resta, però si sta impoverendo. Tutti, a dire il vero, ci stiamo impoverendo».
«Siamo soddisfatti – dice Elena Menti di Benetton Undercolors –. Abbiamo registrato più o meno l’incasso dell’anno scorso, e per i saldi siamo fiduciosi. Credo che in questo senso l’amministrazione comunale potrebbe rallegrare le vie del centro con musica e qualche spettacolo per i più piccoli, in modo da far respirare l’aria natalizia». Ancora più critico è Simone Cozzi di Ego in corso Italia: «L’incasso di queste feste non è stato niente di eclatante – dice –. Speravamo meglio e per i saldi non ci aspettiamo granché. Ormai a Piombino c’è questa tendenza. C’è la crisi, d’accordo, ma il Corso fa schifo e l’amministrazione non ci aiuta. E potrebbe. Abbellendo la strada e incoraggiando i piombinesi a non andare fuori città e, allo stesso tempo, stimolando chi non è di Piombino a venire qui. Il Comune dovrebbe fare qualcosa. C’è altro oltre alla fabbrica. Lo diciamo da anni». Feste positive invece per l’Erboristeria di corso Vittorio Emanuele: «La nostra clientela l’abbiamo conservata – afferma Sara Pazzaglia – mentre chi è venuto a comprare qualcosa, è tornato. Da anni ci ingegniamo nel fare confezioni carine, anche a prezzi bassissimi, e poi belle iniziative, come la pesca della Befana, e sconti per i saldi». «È andata bene – le parole di Lucia Lupi di Le Bizze –. Ora come ora lavoriamo più sulla donna che sul bambino, per il quale si preferisce spendere meno, tra fisico che cambia rapidamente ed esigenze di comodità. Lo shopping nei centri commerciali? Un peccato. Ne usciamo omologati, privi di personalità e buon gusto. Abbiamo bisogno di anima».
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