Gioco
Una vita da giramondo con Populonia sempre nel cuore, come Ulisse con la sua Itaca
Mamma grossetana e babbo senese, genitori separati quando lui aveva diciotto anni– ma solidali e presenti in ogni occasione-, una sorella volontaria del Wwf e tanti amici. Maximiliano Valli, nativo...
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Mamma grossetana e babbo senese, genitori separati quando lui aveva diciotto anni– ma solidali e presenti in ogni occasione-, una sorella volontaria del Wwf e tanti amici. Maximiliano Valli, nativo di Populonia (nella foto), poco entusiasmo per lo studio, ma tanta voglia di lavorare, dopo un periodo di rodaggio in una piccola azienda di Montegemoli di proprietà di un vicino di casa, durante il quale ha fatto il carpentiere e il fabbro e un’esperienza fortunata ma a termine nel calcio, con la squadra giovanile del Salivoli– ha iniziato a girare il mondo in qualità di velista della Coppa America, ingaggiato dal team di Luna rossa prima e di Oracle poi, specializzandosi nel campo della nautica da regata, fino a realizzarsi in un lavoro non facile, molto faticoso, ma affascinante e ben retribuito, quello del velista. Ha una compagna spagnola di Valencia: «italiani e spagnoli sono simili – spiega Valli – perciò fra me e Victoria che, oltre a fare la mamma di Diego, sei anni, lavora nel ristorante, “El cantonet del Pare Pere”, di cui è proprietaria con i genitori – non ci sono problemi caratteriali che normalmente si trovano in culture diverse e nostro figlio parla due lingue, più il valenciano che impara a scuola».
Molto lavoro in su e in giù per il pianeta, l’hobby del giardinaggio coltivato sul terrazzo di casa «perché ho poco tempo da dedicare a questa passione», Maximiliano parla con l’inflessione spagnola, o meglio valenciana, ma dice che l’amore per la sua terra d’origine non è mai venuto meno. Una terra dove come Ulisse a Itaca, sa di poter tornare dopo ogni viaggio, sicuro di ritrovare le stesse atmosfere, lo stesso profumo e soprattutto gli stessi affetti.
Molto lavoro in su e in giù per il pianeta, l’hobby del giardinaggio coltivato sul terrazzo di casa «perché ho poco tempo da dedicare a questa passione», Maximiliano parla con l’inflessione spagnola, o meglio valenciana, ma dice che l’amore per la sua terra d’origine non è mai venuto meno. Una terra dove come Ulisse a Itaca, sa di poter tornare dopo ogni viaggio, sicuro di ritrovare le stesse atmosfere, lo stesso profumo e soprattutto gli stessi affetti.
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