Il Tirreno

Un fulmine colpisce la Torre degli Appiani

di Luca Centini
Un fulmine colpisce la Torre degli Appiani

Danneggiato il bastione lato mare e i locali interni del monumento simbolo. La sindaca: «Brutta giornata per i marinesi»

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MARCIANA MARINA. Il maltempo di ieri ha assestato uno schiaffo pesante al monumento simbolo di Marciana Marina. La Torre degli Appiani, immagine da cartolina del comune del versante occidentale dell’isola, è stata danneggiata in modo grave da un fulmine che si è abbattuto sulla parte superiore della struttura. L’incidente è accaduto ieri mattina, intorno alle 9,40, e ha causato solo danni materiali al monumento ma nessun ferito (in quel momento non erano presenti persone).

La carica elettrica del fulmine ha fatto crollare uno dei bastioni (quello sul lato mare e non visibile da terra). Il sopralluogo dei vigili del fuoco ha messo in evidenza dei danni gravi alla sommità del monumento e nei locali interni, in passato utilizzati come abitazione. I pompieri del distaccamento di Portoferraio non hanno ravvisato pericolosità di cedimento strutturale, ma hanno +provveduto a delimitare gli accessi e i corridoi adiacenti. L’area è stata interdetta con un’ordinanza firmata dalla sindaca di Marciana Marina Gabriella Allori che ha seguito le operazioni dei vigili del fuoco arrivati sul posto assieme ai carabinieri di Marciana Marina. «Purtroppo quanto accaduto ha comportato dei danni importanti ad uno dei bastioni della torre – spiega – ma per fortuna la struttura nel suo complesso ha tenuto e non è crollata a seguito della scarica atmosferica. All’interno del monumento il fulmine ha causato una specie di spostamento d’aria. Sono saltate le tavolette della porta d’ingresso ed è venuto giù una parete edificata in epoca successiva e non facente parte della struttura originaria. Non è una giornata fortunata per Marciana Marina».

La Torre di Marciana Marina, chiamata Torre degli Appiani, è di proprietà dell'Agenzia del Demanio, ma risulta in concessione al Comune di Marciana Marina fino a febbraio, quando il contratto giungerà a scadenza. La sua edificazione risale alla seconda metà del Cinquecento. Fino al 1815, data della fine del Principato di Piombino, la torre protesa sul mar Tirreno e piazzata nel cuore del porto di Marciana Marina è stata usata per la sua funzione di avvistamento. Negli anni è stata venduta ai privati e utilizzata come residenza anche dallo scrittore Raffaello Brignetti. E soprattutto è molto conosciuta dai turisti, rappresentando l'immagine da cartolina di Marciana Marina.

L’amministrazione ha attivato gli uffici affinché venga informata rapidamente l’Agenzia del Demanio e ha preso contatti con la Soprintendenza, più precisamente con l’architetto Boschi, il quale ha confermato che in tempi brevi saranno adottate le misure necessarie per gli interventi di ripristino. Nei prossimi giorni, del resto, l’amministrazione avrà un confronto con l’Agenzia del Demanio per pianificare il futuro del monumento caro ai marinesi.

L’appello di Legambiente.

Una pessima notizia che però potrebbe trasformarsi in «un’occasione per avviare un vero progetto di ripristino e valorizzazione troppo a lungo rinviato e che veniva presentato insieme a ipotesi non condivisibili». È il commento di Legambiente Arcipelago toscano alla notizia del fulmine abbattuto sulla torre.

«La Torre di Marciana Marina, simbolo del Comune, è ritornata pubblica dopo anni di battaglie e denunce di Legambiente e grazie alla decisiva azione dell’amministrazione di centro-sinistra degli anni ’90, ma il monumento ha continuato a restare praticamente inaccessibile ai suoi legittimi proprietari: i cittadini di Marciana Marina, e agli ospiti estivi – spiegano dal Cigno Verde – ora il fulmine che si è abbattuto sulla Torre richiama tutti, a partire dalla Soprintendenza, dal Ministero dei beni culturali e ambientali e dalla Regione, a mettere finalmente e immediatamente mano a un progetto di recupero conservativo del monumento. Legambiente invita la nuova amministrazione comunale marinese a fare del recupero della Torre una priorità, con un progetto che la renda di nuovo alla comunità e che faccia diventare questo importante monumento lesionato dal fulmine una risorsa culturale e turistica, così come lo avevano pensato Legambiente e i cittadini e le forze politiche che avevano appoggiato la nostra battaglia perché la Torre ridiventasse un bene comune e pubblico».

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