Sicurezza
Sangue: Avis e Fratres motori delle donazioni
di Claudia Guarino
Sono oltre duemila gli iscritti alle sezioni piombinesi delle due associazioni La città ha una grande tradizione nel settore, forte il lavoro con i giovani
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PIOMBINO. Donare, mettendo a disposizione degli altri, letteralmente, una parte di sé. Offrire il proprio sangue, compiendo un gesto di solidarietà che si dimostra, quasi sempre, indispensabile per la comunità. «Quest’anno c’è stato un lieve calo, ma, per quanto riguarda Avis, Piombino ha un numero di donatori maggiore rispetto alle altre città toscane. Credo che, in parte, la diminuzione sia dovuta alla situazione socioeconomica. Molti giovani, infatti, sono costretti a lasciare Piombino per cercare lavoro ed è sempre più difficile trovare il tempo per donare».
Le parole sono di Enzo Gilardetti, presidente di Avis Piombino, una delle associazioni, insieme a Fratres, che si occupano di promuovere e organizzare l’iter di donazione del sangue. Avis Piombino, che quest’anno ha compiuto 60 anni, ha 1800 iscritti e svolge il suo lavoro grazie ad alcuni dipendenti e a un nucleo storico composto da una decina di volontari, che può contare sull’aiuto dei 25 ragazzi del gruppo giovani. La sede dell’Associazione, in viale della Repubblica, è stata costruita anni fa col contributo degli operai ex Lucchini: «La donazione di sangue è sempre stata un gesto molto sentito in città. E la sede Avis di Piombino è una delle più vecchie della Toscana», dice Gilardetti.
E’ tra le sue mura che si coordina il lavoro dei volontari, che hanno il compito di indicare il percorso da seguire per donare il sangue. «Prima sono previste visite di controllo al centro trasfusionale. Una volta stabilita l’idoneità del donatore organizziamo la donazione insieme al centro trasfusionale, e ricordiamo ai cittadini le scadenze».
Oltre all’organizzazione concreta c’è anche il lavoro di sensibilizzazione e promozione. L’Associazione collabora con vari gruppi sportivi, oltre ad aderire a un progetto, avente come capofila la Asl, che prevede una serie di incontri all’interno delle scuole superiori. «Insieme agli operatori sanitari spieghiamo ai giovani che cosa bisogna fare, concretamente, per donare il sangue. Alla fine del percorso, ogni anno 70-80 ragazzi decidono poi di diventare donatori e una cinquantina si iscrive all’Associazione», afferma Gilardetti.
Al progetto Avis partecipa insieme ad Ail, Associazione italiana contro le leucemie, e a Fratres, Associazione presente a Piombino dagli anni 70, che attualmente ha la sede in piazza Manzoni, nel medesimo edificio della Misericordia.
«Oltre al progetto della Asl lavoriamo ogni anno con i club sportivi, come rugby, pallavolo, tennis e danza. Cerchiamo di diffondere la validità e la necessità della donazione del sangue, per trovare cittadini che siano disponibili a questo atto di generosità e civiltà – dice la presidente di Fratres Piombino, Francesca Ravasco - La risposta è buona, noi riusciamo a mantenere un trend di crescita costante, anche se non esplosivo».
La Fratres conta circa 400 associati, tra donatori e sostenitori, ha unicamente personale volontario e non richiede un costo annuale per la tessera. «Speriamo di poter continuare a lavorare bene, avvicinando i cittadini e cercando di aiutare le persone che hanno momenti di difficoltà. Seguiamo i donatori in tutto il loro percorso sanitario e, alcune volte, cerchiamo di intervenire anche nel sociale». Recentemente, ad esempio, sono stati donati due lettini di pronto soccorso all’Isis Einaudi-Ceccherelli e c’è una collaborazione con la Caritas, i cui operatori vengono affiancati da una volontaria di Fratres durante la distribuzione degli abiti ai bisognosi.
«Ci aiutiamo a vicenda per il bene della popolazione», dice Ravasco. Fratres e Avis mettono in atto anche una serie di iniziative per sensibilizzare sulla donazione di sangue. «Stiamo facendo, ad esempio, la promozione per la vendita di un libro di fotografie donataci da un privato – afferma Gilardetti - il ricavato, che speriamo si aggiri intorno ai 5mila euro, verrà donato all’ospedale per comprare un’apparecchiatura per il pronto soccorso. Anche questo è un piccolo dono alla città». (2 - continua)
Le parole sono di Enzo Gilardetti, presidente di Avis Piombino, una delle associazioni, insieme a Fratres, che si occupano di promuovere e organizzare l’iter di donazione del sangue. Avis Piombino, che quest’anno ha compiuto 60 anni, ha 1800 iscritti e svolge il suo lavoro grazie ad alcuni dipendenti e a un nucleo storico composto da una decina di volontari, che può contare sull’aiuto dei 25 ragazzi del gruppo giovani. La sede dell’Associazione, in viale della Repubblica, è stata costruita anni fa col contributo degli operai ex Lucchini: «La donazione di sangue è sempre stata un gesto molto sentito in città. E la sede Avis di Piombino è una delle più vecchie della Toscana», dice Gilardetti.
E’ tra le sue mura che si coordina il lavoro dei volontari, che hanno il compito di indicare il percorso da seguire per donare il sangue. «Prima sono previste visite di controllo al centro trasfusionale. Una volta stabilita l’idoneità del donatore organizziamo la donazione insieme al centro trasfusionale, e ricordiamo ai cittadini le scadenze».
Oltre all’organizzazione concreta c’è anche il lavoro di sensibilizzazione e promozione. L’Associazione collabora con vari gruppi sportivi, oltre ad aderire a un progetto, avente come capofila la Asl, che prevede una serie di incontri all’interno delle scuole superiori. «Insieme agli operatori sanitari spieghiamo ai giovani che cosa bisogna fare, concretamente, per donare il sangue. Alla fine del percorso, ogni anno 70-80 ragazzi decidono poi di diventare donatori e una cinquantina si iscrive all’Associazione», afferma Gilardetti.
Al progetto Avis partecipa insieme ad Ail, Associazione italiana contro le leucemie, e a Fratres, Associazione presente a Piombino dagli anni 70, che attualmente ha la sede in piazza Manzoni, nel medesimo edificio della Misericordia.
«Oltre al progetto della Asl lavoriamo ogni anno con i club sportivi, come rugby, pallavolo, tennis e danza. Cerchiamo di diffondere la validità e la necessità della donazione del sangue, per trovare cittadini che siano disponibili a questo atto di generosità e civiltà – dice la presidente di Fratres Piombino, Francesca Ravasco - La risposta è buona, noi riusciamo a mantenere un trend di crescita costante, anche se non esplosivo».
La Fratres conta circa 400 associati, tra donatori e sostenitori, ha unicamente personale volontario e non richiede un costo annuale per la tessera. «Speriamo di poter continuare a lavorare bene, avvicinando i cittadini e cercando di aiutare le persone che hanno momenti di difficoltà. Seguiamo i donatori in tutto il loro percorso sanitario e, alcune volte, cerchiamo di intervenire anche nel sociale». Recentemente, ad esempio, sono stati donati due lettini di pronto soccorso all’Isis Einaudi-Ceccherelli e c’è una collaborazione con la Caritas, i cui operatori vengono affiancati da una volontaria di Fratres durante la distribuzione degli abiti ai bisognosi.
«Ci aiutiamo a vicenda per il bene della popolazione», dice Ravasco. Fratres e Avis mettono in atto anche una serie di iniziative per sensibilizzare sulla donazione di sangue. «Stiamo facendo, ad esempio, la promozione per la vendita di un libro di fotografie donataci da un privato – afferma Gilardetti - il ricavato, che speriamo si aggiri intorno ai 5mila euro, verrà donato all’ospedale per comprare un’apparecchiatura per il pronto soccorso. Anche questo è un piccolo dono alla città». (2 - continua)
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