Sicurezza
Noccioline americane con il cuore a Venturina
L’azienda agricola "Paggetti" è il primo produttore di arachidi in Italia. Dalla coltivazione alla vendita nelle sagre: tostatura in diretta stile Usa
VENTURINA TERME . Non siamo né in Alabama né in Cina ma a Venturina Terme. È qui che si trova una piccola impresa che da quasi un secolo ha portato il mondo a due passi da casa anticipando la moda dello street food. Si tratta dell’azienda agricola “Paggetti Stefania”, specializzata nella coltivazione di arachidi. I campi in cui Stefania e suo marito Marco Razzolini coltivano la “nocciolina americana” si trovano tutti nel comune di Campiglia Marittima mentre le noccioline vengono vendute in tutta Italia. Già, perché il business ideato dai Razzolini non prevede soltanto la coltivazione dell’arachide, ma anche la vendita diretta nei mercati rionali e in strada del prodotto tostato al momento a bordo di speciali camioncini che rendono le noccioline croccanti davanti agli occhi dei clienti. Il risultato è un delizioso mix in cui la cultura americana del cibo da strada e dell’arachide incontra la genuina tradizione contadina toscana.
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DAL SEME AL TAKE AWAY
«Siamo nati come commercianti di arachidi nel secondo Dopoguerra – racconta Marco Razzolini – quando mio nonno, affascinato da questo nuovo modo di mangiare le noccioline portato dagli americani, comprò il forno per la tostatura e iniziò l’attività di venditore ambulante in giro per sagre e mercati». L’attività si trasmette di padre in figlio e alla fine degli anni ’80 tocca a Marco. «Ci siamo resi conto – dice l’imprenditore – che i clienti cercavano un prodotto italiano, anzi toscano: quando andavamo nei mercati la gente riconosceva il nostro accento, ma poi rimaneva contrariata quando spiegavamo che le noccioline non erano di nostra produzione».
Marco e la moglie decidono allora di comprare dei terreni e avviare un’attività agricola. Ma in Italia nessuno coltiva arachidi, mancano gli strumenti e soprattutto le competenze tecniche. «Avevamo bisogno di qualcuno che ci indicasse il terreno adatto, sabbioso e caldo, per coltivare le noccioline – spiega Razzolini – così abbiamo contattato un senegalese che abita in zona (il Senegal è il secondo produttore al mondo) che ci ha consigliati e nel 2007 siamo partiti».
ARACHIDI MADE IN ITALY
Attorno all’Azienda agricola della Val di Cornia, si crea presto un polo di produzione. Ai sei ettari di terreno dei Razzolini si aggiungono altri piccoli appezzamenti dei contadini della zona. Viene registrato il marchio “Arachide italiana” e Razzolini diventa il capofiliera: riceve il raccolto di tutta la zona, lo lavora con i macchinari che si è comprato e poi lo rivende. Ogni anno, a Venturina Terme, si producono 10 tonnellate di arachidi, cifre che collocano l’agricola Paggetti in testa alla classifica dei (pochi) produttori italiani. «Inoltre – spiega il titolare - coltivare queste noccioline ha un’ottima resa: un quintale vale 200 euro, dieci volte di più della stessa quantità di grano».
E-COMMERCE E TRADIZIONE
La maggior parte delle arachidi raccolte è destinata ai mercatini. Marco e Stefania si muovono con due camion dentro ai quali hanno montato i vecchi tostatori di nonno Alfeo: macchinari in ghisa simili a delle stufe a legna, con un cestello pieno di noccioline che ruota a contatto con la fiamma. L’altra parte del raccolto viene invece lavorata e trasformata in burro di arachidi, torrone e croccante e viene venduta alle fiere o online su Cortilia, un portale italiano che permette di acquistare prodotti freschi.
LE RICOMPENSE
In questi 10 anni non sono mancate le soddisfazioni per Marco e Stefania. Nel 2015 sono stati invitati all’Expo di Milano insieme ad altre cinque aziende innovatrici che, come loro, producono cibi di nicchia. A questo si aggiungono le continue richieste dei marchi della grande distribuzione italiana che vorrebbero rifornirsi da loro. «Purtroppo – conclude Razzolini – siamo costretti a rifiutare: la nostra è pur sempre una piccola produzione familiare. In questo paese per fare le cose in grande servirebbero tecnologie più avanzate sia nel settore meccanico sia in quello chimico. Il prodotto avrebbe un potenziale enorme, ma, come fare...»
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