La protesta
SPORT E SOCIALITà
E il Gruppo Podisti Piombino corre per beneficenza
PIOMBINO. I muscoli che si tendono, l’aria che entra nei polmoni e lo stress che, passo dopo passo, scivola via. Correre rilassa, scarica e depura. E’ uno sport praticabile a tutti i livelli, sia da...
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PIOMBINO. I muscoli che si tendono, l’aria che entra nei polmoni e lo stress che, passo dopo passo, scivola via. Correre rilassa, scarica e depura. E’ uno sport praticabile a tutti i livelli, sia da soli, accompagnati unicamente dai propri pensieri, sia in gruppo.
«Io ho iniziato a correre una quindicina di anni fa, a 47 anni – racconta Guido Borselli - dicendo a me stesso che prima dei 50 anni avrei partecipato a una maratona. Alla fine, a 50 anni ne avevo fatte sei, adesso sono arrivato a 17. Correre porta così tanti benefici, fisici e mentali, che mi sono rammaricato di non aver iniziato prima. Ho anche deciso di praticare questo sport in compagnia, condividendo allenamenti e benefici».
Per questo Borselli è diventato membro del Gruppo Podisti Avis Piombino, team nato nel 1981 che, negli anni ’90, ha deciso di stringere un connubio con l’associazione che si occupa delle donazioni di sangue. Con i suoi 67 soci, «quasi raddoppiati negli ultimi anni, il Gruppo Podisti Avis - dice il suo presidente, Massimo Mei - è uno dei più numerosi della provincia». I suoi membri partecipano ad allenamenti, uscite e manifestazioni. Ma prendono anche parte a competizioni e staffette. «Siamo Avis – dice Mei – perciò intendiamo lo sport come un mezzo per affermare certi valori. E’ per questo che abbiamo organizzato le staffette della solidarietà. In passato, ad esempio, abbiamo corso a Sant’Anna di Stazzema. Quest’anno, invece, c’è stato il tragitto Piombino-Amatrice. Trentacinque atleti hanno percorso 350 chilometri, portando al sindaco di Amatrice 15mila euro raccolti attraverso la beneficenza.
Per chi è alle prime armi, invece, sono organizzate anche semplici e più brevi corse in compagnia. «Con la nostra attività – aggiunge Mei - speriamo che sempre più persone inizino a correre, anche solo per curiosità». Come ha fatto Maria Pucci, che prima correva saltuariamente, «poi, grazie al mio compagno, mi sono avvicinata ai podisti e la mia passione si è trasformata e accresciuta». Si mira a incentivare lo sport dunque, come mezzo per raggiungere un rinnovato benessere psicofisico e favorire socialità e interscambio. Piombino, del resto, è candidata a Città europea dello sport 2020. (c.g.)
«Io ho iniziato a correre una quindicina di anni fa, a 47 anni – racconta Guido Borselli - dicendo a me stesso che prima dei 50 anni avrei partecipato a una maratona. Alla fine, a 50 anni ne avevo fatte sei, adesso sono arrivato a 17. Correre porta così tanti benefici, fisici e mentali, che mi sono rammaricato di non aver iniziato prima. Ho anche deciso di praticare questo sport in compagnia, condividendo allenamenti e benefici».
Per questo Borselli è diventato membro del Gruppo Podisti Avis Piombino, team nato nel 1981 che, negli anni ’90, ha deciso di stringere un connubio con l’associazione che si occupa delle donazioni di sangue. Con i suoi 67 soci, «quasi raddoppiati negli ultimi anni, il Gruppo Podisti Avis - dice il suo presidente, Massimo Mei - è uno dei più numerosi della provincia». I suoi membri partecipano ad allenamenti, uscite e manifestazioni. Ma prendono anche parte a competizioni e staffette. «Siamo Avis – dice Mei – perciò intendiamo lo sport come un mezzo per affermare certi valori. E’ per questo che abbiamo organizzato le staffette della solidarietà. In passato, ad esempio, abbiamo corso a Sant’Anna di Stazzema. Quest’anno, invece, c’è stato il tragitto Piombino-Amatrice. Trentacinque atleti hanno percorso 350 chilometri, portando al sindaco di Amatrice 15mila euro raccolti attraverso la beneficenza.
Per chi è alle prime armi, invece, sono organizzate anche semplici e più brevi corse in compagnia. «Con la nostra attività – aggiunge Mei - speriamo che sempre più persone inizino a correre, anche solo per curiosità». Come ha fatto Maria Pucci, che prima correva saltuariamente, «poi, grazie al mio compagno, mi sono avvicinata ai podisti e la mia passione si è trasformata e accresciuta». Si mira a incentivare lo sport dunque, come mezzo per raggiungere un rinnovato benessere psicofisico e favorire socialità e interscambio. Piombino, del resto, è candidata a Città europea dello sport 2020. (c.g.)
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