Il Tirreno

E così Piombino è tornata un set

Francesca Lenzi
Paolo Virzì sul sett piombinese di "Notti magiche" (foto Paolo Barlettani)
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Paolo Virzì sul sett piombinese di "Notti magiche" (foto Paolo Barlettani)

La due giorni in città di Virzì e della sua troupe per il nuovo film

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PIOMBINO. Ha smesso i panni di set cinematografico intorno alle 15,30 del 23 dicembre, ed è tornata a essere quella città preoccupata per un futuro sempre più incerto. Un po’ meno industriale, ma ancora lontana dall’essere turistica.

Piombino ha salutato Paolo Virzì dopo due giorni di riprese per il film “Notti magiche”, prodotto da Lotus Production e Leone Film Group, e distribuito da 01 Distribution. La storia è ambientata a Roma, nel periodo dei Mondiali di calcio del 1990. Protagonisti del racconto, tre giovani aspiranti sceneggiatori che si ritrovano loro malgrado coinvolti in un fatto di cronaca (un noto produttore cinematografico viene trovato morto nel Tevere), vivendo una notte in caserma tra presente e ricordi.
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Piombino però è nel cuore di Virzì dal lontano 1994, quando il regista, all’esordio dietro la macchina da presa, girò “La bella vita”, raccontando il volto agrodolce della provincia operaia, mentre nel 2006 diventò borgo ottocentesco per l’esilio elbano di “N-Io e Napoleone”. Il nuovo ritorno in città per “Notti magiche” è stato giustificato da uno dei tre personaggi principali del film (l’attore pisano Giovanni Toscano) che, nel racconto, Virzì ha reso piombinese. La troupe arriva a Piombino venerdì pomeriggio e si piazza fino a sera inoltrata alla Tolla, precisamente in via Mina, con tanto di salto nel passato a bordo di auto d’epoca e motorini vintage.

La giornata di ieri è iniziata presto, con tappa in diverse location. Si parte dal centro storico, con la macchina da presa installata sulla terrazza della Lega navale. Se l’atmosfera nei turni di riposo è rilassata, durante le riprese il set diventa blindato. A ogni modo la sequenza nel ristorante, con lo sguardo rivolto al mare e a piazza Bovio, dovrebbe vedere il protagonista piombinese “invecchiato” nel presente, insieme ai figli.

«Che sia stata scelta Piombino come location è una bella cosa – afferma Massimiliano Spagnesi alla Lega navale – Che Virzì, affezionato a Piombino, abbia scelto la nostra terrazza ci fa ancora più piacere».

A fine mattinata c’è il cambio di set. Siamo in zona Portovecchio, nella parte verso il mare, chiusa al traffico. Qui si girano due scene: la prima vede una dozzina di operai incamminarsi verso un’ipotetica portineria, l’altra raccoglie 17 bambini (piccole comparse scelte tra Livorno e Piombino) guidati da una maestra vestita con abbigliamento anni Settanta. La donna chiama un alunno, che si suppone essere il giovane protagonista durante l’infanzia.

«È stata una scena veloce, pochi secondi – racconta una delle comparse operaie, Riccardo Banchi, ingegnere dell’ufficio tecnico del Comune di Piombino – Ho partecipato anche alle riprese degli altri film piombinesi. Nella Bella vita ero in sala consiliare durante il matrimonio di Bruno e Mirella, successivamente ho fatto la comparsa anche in N, dove divertii moltissimo, e Acciaio. Peccato stavolta per le poche sequenze girate. Sono curioso di vedere il risultato sul grande schermo, ma Virzì non delude, e speriamo che torni al più presto».

L’ultima tappa in città è stata dopo pranzo al porto, per una scena veloce, e poi via da Piombino. Lampade e pannelli sui mezzi, i cavi arrotolati e le valigie chiuse. Auto e camion che se ne vanno, lasciandosi dietro una parentesi di fantasia e cinema.

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