Il Tirreno

Perde il lavoro, compra le capre e diventa pastore

di Stefano Taglione
Perde il lavoro, compra le capre e diventa pastore

Isola d'Elba: Daniele Mattera, di Marina di Campo, ha fatto 10 anni il falegname. Poi è arrivata la crisi: "Ma io volevo cambiare"

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MARINA DI CAMPO. La passione ce l’aveva fin da bambino. Ma dopo il contratto a tempo indeterminato firmato (poco più che maggiorenne) per una falegnameria accanto casa, quel bel sogno l’ha chiuso in un cassetto. Uno di quelli che non si riapre quasi mai. Ma Daniele Mattera, 29 anni di Marina di Campo, all’improvviso ha deciso di cambiare vita. Prendendo la chiave mai dimenticata e riaprendo quel cassetto esattamente nel febbraio di due anni fa. Quando l’azienda per la quale lavorava da dieci anni, oppressa dalla crisi, lo ha licenziato.

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«Ho deciso che dovevo diventare un pastore». I risparmi di una vita, la liquidazione, il preziosissimo aiuto dei genitori: Daniele – che vive a La Pila, una frazione del comune di Campo nell’Elba – punta tutto sul suo gregge: 31 capre (ognuna con un nome e una storia da raccontare), una canina per badarle di nome Joy, una somara e tante galline. Poi, per far pascolare gli animali, un appezzamento di terra a due passi da casa. «Era una passione che avevo fin da piccolo – spiega l’ex falegname – e ora è diventata il mio lavoro. Mi alzo prima che sorga il sole e le festività, praticamente, non esistono. Solo qualche settimana fa, grazie all’aiuto di mio babbo, sono riuscito a regalarmi tre giorni di relax con la mia fidanzata. Siamo andati nel Senese, a Montalcino, Pienza e Montepulciano. Naturalmente in campagna, non potevo fare altrimenti: ora è questa la mia vita».

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Daniele, entro la fine dell’anno, porterà i suoi animali dall’appezzamento della Calcinaia (dov’è ora) alla Segagnana, sempre nel comune di Campo nell’Elba. Il Comune, nei giorni scorsi, gli ha dato il permesso di recintare il suo ettaro di terra. Così le capre non scappano e lui potrà finalmente iniziare a fare sul serio. Cogliendo i frutti dei grandi sacrifici che sta facendo da ormai due anni. «Produco formaggi, stagionati e semistagionati – dice – ma lo faccio per prova, visto che non ho ancora aperto l’azienda agricola. La ricotta è forse uno dei prodotti che mi sta venendo meglio: gli amici e i vicini di casa dicono comunque che sono tutti buonissimi. Per me è una grandissima soddisfazione».

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Nei suoi progetti, ora, c’è un caseificio per promuovere e vendere i prodotti che fa rigorosamente a mano, come si faceva una volta. «Voglio arrivare a 120 capre, mungerle tutte a mano, alla sarda – conclude Daniele – come faceva un famoso pastore di San Piero. Si chiama Evangelista e alcune delle capre del mio gregge, in passato, erano appartenute a lui». Daniele, il ringraziamento più grande, lo rivolge però ai suoi genitori: Vittorio Mattera e Bruna Tuveri. «Sono due persone straordinarie e senza di loro non ce l’avrei mai fatta. Mi hanno incoraggiato anche nei momenti più difficili: per me sono stati fondamentali». E ora viene il bello: lavorare tutto l’anno come pastore, non solo vendendo l’estate. «Voglio promuovere i prodotti “made in Elba”».
 

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