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Negozio a chilometro zero e caseificio sempre aperto

Negozio a chilometro zero e caseificio sempre aperto

MARINA DI CAMPO. Oggi, nel piccolo appezzamento di terra della Calcinaia, pascolano una trentina di capre. Sono i primi esemplari del gregge di Daniele Mattera, il giovane campese (29 anni) che in...

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MARINA DI CAMPO. Oggi, nel piccolo appezzamento di terra della Calcinaia, pascolano una trentina di capre. Sono i primi esemplari del gregge di Daniele Mattera, il giovane campese (29 anni) che in futuro, a due passi dall’aeroporto della Pila, vuole inaugurare un caseificio. La struttura non sarà nello stesso posto dove attualmente scorrazzano gli animali: loro – entro fine anno – saranno trasferiti sulla collina che guarda lo splendido golfo elbano, in località Segagnana. E fra un anno, forse nel 2019, l’azienda agricola verrà aperta.

«Tutto è iniziato qui, alla Calcinaia – spiega orgoglioso Daniele, l’ex falegname che due anni fa ha deciso di cambiare vita diventando pastore – ed è proprio qui che ho deciso di fare il laboratorio dei prodotti caseari. Servono gli ultimi adempimenti burocratici, poi si parte davvero. Le capre, invece, pascoleranno sul monte Tambone. Lassù c’è molto più spazio: ho un ettaro di terra». Sulle pendici del monte si possono trovare ancora i vecchi caprili elbani. Nella parte occidentale dell’isola ce ne sono tantissimi: sono dei grottini, con un ingresso unico, dove i pastori radunano le capre al momento della mungitura. Non a caso si chiamano anche mungitoie. E le sue capre, a regime, saranno tante: più di cento. Un gregge quasi tutto elbano (qualche animale lo ha comprato da fuori) fatto di passione, fatica e sacrifici. Pettegola, Berta, Piccolina, Pallina. Sono i nomi di alcune delle compagne di lavoro dell’ex falegname. «Ognuna di loro ha un nome e una storia – sostiene Daniele – e sono affezionato a tutte. Le tratto come sorelle. Pettegola è la boss. Comanda lei perché è la prima capra: la guida anziana del gruppo».

È proprio da lei – da Pettegola – che è partito il gregge: acquistata ben prima che Daniele cambiasse vita solo per far compagnia alla somara, che da sola si stava intristendo, oggi ne è la pedina imprescindibile. Joy, la canina presa per difendere gli animali, ha invece già salvato due caproni alla nascita. La mamma aveva partorito chissà dove, lontanissimo dal terreno dove pascolano gli animali, così lei l’ha trovata salvando i piccolini.

«Joy è buonissima – spiega Mattera – ma di notte, quando deve difendere il gregge, si trasforma in un bravissimo cane da guardia». Con lo spostamento del gregge lontano da casa, alla Segagnana, Daniele dovrà sempre di più puntare su Joy, che a distanza di chilometri da casa sua dovrà badare alle capre. «Sarà bravissima», conclude. (s.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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