Sicurezza
la protesta
Fials proclama lo stato di agitazione
Il sindacato contro il piano “svuota pronto soccorso” dell’Asl
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PIOMBINO. Il sindacato Fials ha proclamato lo stato di agitazione contro il piano di gestione del sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso, sottoscritto a livello Regionale da Cgil, Cisl e Uil e applicato negli ospedali della Usl Toscana Nord Ovest.
«Il piano – dice il segretario provinciale di Fials, Massimo Ferrucci – è la rappresentazione evidente del fallimento delle scelte della Regione e della Usl Toscana Nord Ovest in materia di organizzazione e gestione dei servizi. Le case di salute e il potenziamento dei servizi territoriali non dovevano servire a diminuire gli accessi al pronto soccorso e limitare i ricoveri impropri? E inoltre rispetto al numero dei posti letto ospedalieri non doveva esserci un aumento per raggiungere il parametro del 3,15 per mille abitanti previsto dalla Regione Toscana? Niente di tutto questo si è realizzato e pertanto siamo non davanti a un’emergenza ma in presenza di un disagio che il cittadino sopporta ogni giorno a causa di precise inadempienze ed incapacità della direzione aziendale».
Secondo il sindacato autonomo, invece di attuare le dovute e normali soluzioni, «vengono adottati modelli organizzativi in palese violazione del contratto nazionale disponendo e imponendo una “cottimizzazione” del lavoro per infermieri e personale tecnico di radiologia. Il sovraffollamento dei pronto soccorso può essere fronteggiato con misure efficaci di incremento delle risorse del personale nelle attività territoriali e ospedaliere, l’apertura e il funzionamento delle case di salute annunciate e mai realizzate, un aumento dei posti letto in considerazione del fatto che nella realtà della ex Asl 6 ci attestiamo al 2,19 per mille e con la attuazione di un piano assunzioni per acquisire personale a tempo indeterminato/ determinato utilizzando le graduatorie esistenti e stabilizzando i lavoratori precari».
La direzione aziendale nel suo avviso «prevede che un operatore possa non solo nel suo giorno di riposo essere in disponibilità per 24 e/o 48 anche nei giorni feriali (mattino e pomeriggio) ma anche lavorare per 48 ore consecutive in palese contrasto con le norme di legge e con un aumento del rischio derivante da un eccessivo carico di lavoro – attaccano da Fials – la pronta disponibilità deve essere utilizzata per le finalità proprie dell’istituto. Questa soluzione contiene, inoltre, anche un elemento discriminatorio inaccettabile quale l’esclusione del personale con profilo di operatore socio sanitario che è da sempre impegnato nell’equipe assistenziale nei pronto soccorso, nelle unità operative di medicina generale e nei trasporti dei degenti all’interno del presidio ospedaliero. Nel corso del tempo sarebbe stato possibile acquisire nuove risorse di personale utilizzando le graduatorie di concorso o di selezione in conformità della legge, invece la direzione aziendale continua a assumere con la formula del lavoro interinale che costa il 21% in più dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato».
«Il piano – dice il segretario provinciale di Fials, Massimo Ferrucci – è la rappresentazione evidente del fallimento delle scelte della Regione e della Usl Toscana Nord Ovest in materia di organizzazione e gestione dei servizi. Le case di salute e il potenziamento dei servizi territoriali non dovevano servire a diminuire gli accessi al pronto soccorso e limitare i ricoveri impropri? E inoltre rispetto al numero dei posti letto ospedalieri non doveva esserci un aumento per raggiungere il parametro del 3,15 per mille abitanti previsto dalla Regione Toscana? Niente di tutto questo si è realizzato e pertanto siamo non davanti a un’emergenza ma in presenza di un disagio che il cittadino sopporta ogni giorno a causa di precise inadempienze ed incapacità della direzione aziendale».
Secondo il sindacato autonomo, invece di attuare le dovute e normali soluzioni, «vengono adottati modelli organizzativi in palese violazione del contratto nazionale disponendo e imponendo una “cottimizzazione” del lavoro per infermieri e personale tecnico di radiologia. Il sovraffollamento dei pronto soccorso può essere fronteggiato con misure efficaci di incremento delle risorse del personale nelle attività territoriali e ospedaliere, l’apertura e il funzionamento delle case di salute annunciate e mai realizzate, un aumento dei posti letto in considerazione del fatto che nella realtà della ex Asl 6 ci attestiamo al 2,19 per mille e con la attuazione di un piano assunzioni per acquisire personale a tempo indeterminato/ determinato utilizzando le graduatorie esistenti e stabilizzando i lavoratori precari».
La direzione aziendale nel suo avviso «prevede che un operatore possa non solo nel suo giorno di riposo essere in disponibilità per 24 e/o 48 anche nei giorni feriali (mattino e pomeriggio) ma anche lavorare per 48 ore consecutive in palese contrasto con le norme di legge e con un aumento del rischio derivante da un eccessivo carico di lavoro – attaccano da Fials – la pronta disponibilità deve essere utilizzata per le finalità proprie dell’istituto. Questa soluzione contiene, inoltre, anche un elemento discriminatorio inaccettabile quale l’esclusione del personale con profilo di operatore socio sanitario che è da sempre impegnato nell’equipe assistenziale nei pronto soccorso, nelle unità operative di medicina generale e nei trasporti dei degenti all’interno del presidio ospedaliero. Nel corso del tempo sarebbe stato possibile acquisire nuove risorse di personale utilizzando le graduatorie di concorso o di selezione in conformità della legge, invece la direzione aziendale continua a assumere con la formula del lavoro interinale che costa il 21% in più dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato».
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