Sicurezza
Von Mellenthin, una figura leggendaria
Il trentenne ufficiale tedesco aveva già affondato 57 navi. Nel ’44 sfuggì alle SS
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PIOMBINO. La vita del comandante Von Mellenthin è degna di un romanzo d’avventura. Nato nel 1887 da un’antichissima e nobile famiglia della Pomerania, entrò a 19 anni come cadetto nella Kaiserliche Marine.
Quella fredda notte di cento anni fa, al largo di Piombino, aveva appena 30 anni ed era già una leggenda fra i sommergibilisti. Pochi mesi dopo, nel febbraio del 1918, fu decorato con la massima decorazione tedesca, la croce “Pour le Merité”. La celebre “blauer Max”, vista in tanti film di guerra. Nel corso del conflitto, al comando di sommergibili, affondò ben 57 navi per un totale di oltre 154mila tonnellate, danneggiandone altre sette. Nel 1922 abbandonò la Marina e la Germania ed emigrò in Sud America dove, con la amata moglie Sofia a cui era legatissimo, aprì una piantagione di caffè.
Nel 1939, pur non essendo nazista, rientrò fortunosamente in Germania per riprendere servizio nella Kriegsmarine. Nel 1944, sospettato di essere vicino ai congiurati che attentarono alla vita di Hitler, dovette nascondersi per mesi, con la moglie, nelle foreste della Pomerania per sfuggire alle SS. Sfuggito anche ai sovietici, dopo la guerra tornò in Sud America dove per la seconda volta, spronato dalla sua Sofia, fece fortuna come imprenditore.
Nel 1970, a sue spese, fece restaurare il memoriale dedicato ai 30mila sommergibilisti tedeschi caduti nelle due guerre mondiali a Möltenort, presso Kiel. Ottemperata a questa ultima incombenza terrena, il comandante Hans Joachim Von Mellenthin morì serenamente nel febbraio del 1971, all’etá di 84 anni. (g. v.)
Quella fredda notte di cento anni fa, al largo di Piombino, aveva appena 30 anni ed era già una leggenda fra i sommergibilisti. Pochi mesi dopo, nel febbraio del 1918, fu decorato con la massima decorazione tedesca, la croce “Pour le Merité”. La celebre “blauer Max”, vista in tanti film di guerra. Nel corso del conflitto, al comando di sommergibili, affondò ben 57 navi per un totale di oltre 154mila tonnellate, danneggiandone altre sette. Nel 1922 abbandonò la Marina e la Germania ed emigrò in Sud America dove, con la amata moglie Sofia a cui era legatissimo, aprì una piantagione di caffè.
Nel 1939, pur non essendo nazista, rientrò fortunosamente in Germania per riprendere servizio nella Kriegsmarine. Nel 1944, sospettato di essere vicino ai congiurati che attentarono alla vita di Hitler, dovette nascondersi per mesi, con la moglie, nelle foreste della Pomerania per sfuggire alle SS. Sfuggito anche ai sovietici, dopo la guerra tornò in Sud America dove per la seconda volta, spronato dalla sua Sofia, fece fortuna come imprenditore.
Nel 1970, a sue spese, fece restaurare il memoriale dedicato ai 30mila sommergibilisti tedeschi caduti nelle due guerre mondiali a Möltenort, presso Kiel. Ottemperata a questa ultima incombenza terrena, il comandante Hans Joachim Von Mellenthin morì serenamente nel febbraio del 1971, all’etá di 84 anni. (g. v.)
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