Il Tirreno

La Variante Aferpi passa, ma è scontro

La Variante Aferpi passa, ma è scontro

Consiglio comunale diviso sullo strumento legato ad un piano industriale decaduto. In aula gruppo di contestatori

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PIOMBINO. Variante Aferpi promossa da Pd e Spirito Libero, bocciata dal Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista, Ferrari sindaco Forza Italia, Un’Altra Piombino. Astenuta Ascolta Piombino.

Per la giunta – l’argomento è stato introdotto dall’assessore Carla Maestrini, – l’importanza dell’atto rimane anche se il piano industriale di fatto non c’è più. «La Variante consentirà la delocalizzazione degli impianti con la conseguente liberazione dagli usi industriali delle aree contigue a Città futura, da riconvertire per funzioni più leggere. Quindi, il potenziamento delle aree portuali per la logistica. Una occasione per riorganizzare l’area industriale in maniera funzionale anche allo sviluppo di nuovi settori produttivi».

Lo strumento, secondo Maestrini, sarebbe indipendente da eventuali soggetti esterni e indispensabile per proporre al governo un’ipotesi progettuale di Piombino e del territorio, «con l’obiettivo di una nuova prospettiva».

La posizione dell’assessore è stata rafforzata dall’intervento di Bruna Geri, consigliera del PD e presidente della IV commissione consiliare.

Netta contrarietà di quasi tutte le opposizioni, partendo dal presupposto che con il fallimento del piano industriale Aferpi viene a cadere il presupposto di questa Variante. Nel mirino di Movimento 5 Stelle, Rifondazione, Forza Italia Ferrari sindaco, Un’Altra Piombino, il tracciato della 398, l’ulteriore occupazione di suolo nell’area del Quagliodromo, l’assoluta carenza in generale di un’idea di sviluppo.

Carla Bezzini di Un’altra Piombino ha chiesta di sospendere la Variante, che ha subito ulteriori modifiche dopo l’approvazione delle controdeduzioni, per aprire un nuovo percorso di discussione con la cittadinanza.

Daniele Pasquinelli del Movimento 5 Stelle ha parlato di questo strumento come di un tentativo estremo di difendere a oltranza delle previsioni che non sono più attuali, criticando fortemente il tracciato della 398. Posizione condivisa anche da Francesco Ferrari che ha criticato l’amministrazione comunale per non aver verificato la fattibilità del progetto presentato da Rebrab e di aver fatto una Variante ad personam, calata dall’alto.

Nell’intervento di Fabrizio Callaioli (Rifondazione Comunista) si chiede che la Variante sia annullata e si afferma che è necessario pensare ad alternative capaci di chiamare in causa il governo per le bonifiche delle aree e per qualsiasi possibilità di ripresa industriale.

Diversa la posizione di Riccardo Gelichi che approva i contenuti dello strumento urbanistico approvato «come sforzo per andare oltre e per ripensare le aree in modo diverso in funzione delle bonifiche e di nuove destinazioni».

«In questi mesi abbiamo cercato di spostare la discussione dai due argomenti Quagliodromo e 398 su contenuti fondamentali come il riassetto del nuovo comparto industriale – ha replicato l’assessore Maestrini –. Il Quagliodromo non è area industriale e non lo sarebbe stata comunque perché nel caso in cui il piano fosse andato in porto era prevista solo la realizzazione di binari come infrastrutture necessarie alla produzione. A maggior ragione non lo sarà adesso con la decadenza del piano Aferpi. Sulla 398 abbiamo sempre detto che si tratta di una previsione. Niente di esecutivo».

Mentre si svolgeva il consiglio, a Roma era in piedi un’altra riunione, stavolta sulle bonifiche dove è stato deciso di fissare un incontro a Piombino in gennaio per il coordinamento delle operazioni, dopo l’aggiudicazione delle gare per le indagini integrative e la progettazione.

Sempre sul fronte fabbrica, è da segnalare l’incontro delle operaie dell’indotto Aferpi con il vescovo Carlo Ciattini. (v. p.)

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