Il Tirreno

SCUOLA LAVORO

Gli studenti coi droni a mappare l’altoforno

di Cecilia Cecchi
Il team con i droni all’altoforno delle acciaierie, ormai fermo dall’aprile 2014
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Il team con i droni all’altoforno delle acciaierie, ormai fermo dall’aprile 2014

Il team “Carducci Volta Pacinotti” scatta fotogrammi ad alta definizione Settemila foto, poi con le stampanti 3d sarà realizzato un modello in scala

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PIOMBINO. Sembravano alle prese con gli ultimi filmati aerei dei capannoni acciaierie, per individuare eventuali criticità nell’area del treno rotaie, ormai pronti tornare tra i banchi. Invece no. “Isis Piombino Cvp team”, i sette studenti dell’Istituto statale di istruzione superiore “Carducci Volta Pacinotti” sono ancora in Aferpi, stavolta per mappare l’altoforno, “cuore” della gigantesca fabbrica di Piombino, spento nell’aprile 2014.


«Da mesi e mesi – spiega Michele Collavitti professore di elettronica all’Ipsia, tutor del progetto alternanza scuola lavoro, da sempre alla “direzione” del team addestrato alla guida dei droni – molte Università cercano invano di effettuare una fotogrammetria completa dell’altoforno, ma è difficilissimo accedere all’area, quindi nessuno ancora c’è riuscito».


«Così – prosegue Collavitti – visto che i ragazzi sono già dentro e visto che hanno fatto “innamorare” tutti per il gran lavoro che stanno portando avanti (tant’è che dai risultati ottenuti con i “voli” del team si pensa di estendere la ricerca anche ad altri reparti ndr), ho chiesto se era possibile effettuare appunto una fotogrammetria completa in 3d dell’altoforno».
Dopo una seria di (tradizionali) lungaggini burocratiche e di richieste ufficiali da parte dell’istituto piombinese è arrivata la conferma.
«Ci hanno accordato il permesso – conferma Collavitti – I voli con 5 droni ad anello sopra l’altoforno sono appena cominciati. Scatteremo circa 7mila foto in alta risoluzione e realizzeremo un modello 3d che verrà passato alle stampanti 3d che abbiamo a scuola per realizzare un modello completo in scala dell’altoforno da esporre – dice il professore – anche nel futuro museo del ferro».
La storia dell’acciaieria, il modello dell’altoforno che nasce da una fotogrammetria aerea realizzata interamente dei ragazzi di Piombino.

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«Una cosa bella – commenta Collavitti – cosa mai riuscita a nessuno fino a adesso. Anche in fabbrica sono molto curiosi di vedere cosa viene fuori in quanto potrebbe essere “un precedente” per poter ricostruire un sacco di cose in perfetta scala, dentro e fuori di l’impianto».


Ieri mattina, in fabbrica, anche Paolo Cignoni del CNR di Pisa da tempo impegnato sull'altoforno, in stretta collaborazione con l'assessorato alla cultura di Piombino (l'assessore Paola Pellegrini), proprio sul fronte delle nuove tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale compresa la locale evoluzione industriale. Impegno connesso con la nascente  piazza dei “Saperi” - in piazza Manzoni - , progetto di storia ritrovata che  dev’essere finito  con la riqualificazione delle ex officine Ipsia (a ridosso delle mura di via Leonardo da Vinci), dove dovrebbe nascere pure  il centro di documentazione sulla siderurgia. 

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La missione dei ragazzi - team “Carducci Volta Pacinotti” in acciaieria, in alternanza scuola lavoro, probabilmente sarà conclusa in gennaio.

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