Il Tirreno

CON “LA BELLA VITA” INIZIÒ LA SUA STORIA CON PIOMBINO

di FABIO CANESSA
CON “LA BELLA VITA” INIZIÒ LA SUA STORIA CON PIOMBINO

Per lo stato italiano Paolo Virzì è nato nel 1964 a Livorno, ma per lo stato dell’arte è nato nel 1993 nel cuore di Piombino. La prima inquadratura del suo primo film è girata in via Ferruccio. La...

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Per lo stato italiano Paolo Virzì è nato nel 1964 a Livorno, ma per lo stato dell’arte è nato nel 1993 nel cuore di Piombino. La prima inquadratura del suo primo film è girata in via Ferruccio. La percorre un’auto che porta la Ferilli e Bigagli a farsi sposare in Comune da quello che era, all’epoca, il vero assessore alla Cultura, Vittorio Pineschi. È significativo che a varare il debutto di Virzì sia stato proprio lui, che incentrò il suo assessorato sulla cultura dell’industria siderurgica. Anche Virzì si interrogava sul ruolo dell’operaio nel Duemila, usando Piombino come luogo paradigmatico della trasformazione italiana, e aprendo profeticamente, nel finale, alla conversione turistica. Durante la lavorazione, il film aveva il titolo provvisorio “Dimenticare Piombino”, poi diventato “La bella vita”. Che Virzì non abbia dimenticato Piombino, lo dimostrerà nel 2006, quando vi ambienterà “N-Io e Napoleone”: con una suggestiva scenografia trasformò l’antico porticciolo di Marina nella Portoferraio ottocentesca che accoglie Napoleone in esilio all’Elba, popolò le vie del centro storico con un cast stellare e fece fucilare Omero Antonutti ai piedi della rocca di Populonia. Applaudito alla Festa di Roma, alla presenza dell’allora sindaco Gianni Anselmi, e al Metropolitan per due settimane, in tanti videro e rividero più volte il film (anche per godere se stessi, parenti e amici in veste di attori o comparse sul grande schermo). È’una festa per tutti che Virzì, arrivato a Piombino 25 anni fa da esordiente sconosciuto di belle speranze, ci torni oggi come uno dei maggiori registi italiani viventi, dalla cifra inconfondibile, tenera e beffarda, affettuosa e graffiante, ironica e umanissima. Per noi rimane emblematico il ruolo che interpretò nel film di Francesca Archibugi “Con gli occhi chiusi”: un sindacalista venuto da Piombino. Sicuri che, anche con “Notti magiche”, saprà difendere i nostri diritti esistenziali, castigando i costumi tra una carezza e una risata.

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