Toscana
Il nuovo porto della Chiusa ora accende i motori
di Cristiano Lozito
Firmato l’atto che in attesa della concessione consente alla coop di operare Tre anni di lavoro per la darsena turistica, ci sarà anche un’area per i pescherecci
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PIOMBINO. Apertura del cantiere del nuovo porto nell’estate dell’anno prossimo, col via ai lavori in autunno e conclusione entro il 2021: questo l’obiettivo della coop “Chiusa di Pontedoro” per realizzare la prima parte del progetto del nuovo porto, e cioè la darsena turistica, con i suoi 652 posti barca (alla fine nel porto ce ne saranno 852) che daranno la risposta attesa dai soci: per questo primo step servono all’incirca 25 milioni, che la cooperativa presieduta da Lio Bastianini ritiene di avere nella disponibilità più o meno già col valore dei posti barca.
Un’opera importante che ieri ha vissuto una fase decisiva della scalata burocratica (iniziata nel 2002, prima di arrivare al progetto del 2011) con la firma dell’accordo procedimentale avvenuta nella sede piombinese dell’Autorità portuale tra Comune di Piombino, la stessa Adsp dell’Alto Tirreno e la cooperativa “Chiusa di Pontedoro”, aggiudicataria della concessione per la realizzazione del nuovo porto turistico lungo il tratto costiero compreso tra la Punta Semaforo a Ovest (in prossimità del porto commerciale-passeggeri) e la foce del Cornia a Est.
La firma di quell’accordo (tra il presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini, il sindaco Massimo Giuliani e il preisidente della coop Lio Bastianini) era indispensabile in attesa dell’imminente Via da parte della Regione «per dare atto – come ha spiegato Claudio Capuano – di quel che è stato fatto e di quel che resta da fare per arrivare alla concessione, rappresentando un titolo che consente alla coop “Chiusa di Pontedoro” di procedere». Ossia di stipulare mutui, chiedere finanziamenti, stringere preaccordi contrattuali con soggetti interessati alla cantieristica, quello che è considerato il vero motore di tutto l’impianto, capace di moltiplicare le previsioni occupazionali fino alla quota di 400 posti di lavoro a regime.
Il progetto è articolato in quattro stralci: 1) la darsena turistica con 652 posti barca, con una parte dedicata a box per il diportismo, un centro commerciale di 4mila mq e 40mila mq di parcheggi; 2) Il polo della cantieristica, 80mila mq di aree e una banchina da 180 metri; 3) un’area con una funzionalità autonoma dedicata alle attività di pesca: 57 posti barca previsti e un ettaro di magazzini per la conservazione del fresco, delocalizzando così gli attracchi dei pescherecci del porto di Piombino, un passo verso la realizzazione del piano regolatore portuale, nella parte che prevede il tombamento della darsena pescherecci; 4) un’area di 100 posti dedicata alla nautica sociale e sportiva, più altri cento posti barca per i soci della cooperativa.
Ora la cooperativa consegnerà entro sessanta giorni un cronoprogramma degli interventi, con indicazione dei tempi di massima necessari alla realizzazione delle opere. Il Comune di Piombino da parte sua convocherà la Conferenza dei servizi conclusiva del procedimento prevista dal Decreto Burlando, per recepire le indicazioni contenute nella Valutazione di impatto ambientale di competenza regionale.
«Oggi si dà avvio a un percorso importante – ha detto il sindaco Giuliani – la città ha bisogno di progetti come questo: ringrazio l’Adsp e prima ancora l’ex Autorità Portuale di Piombino, la cooperativa e gli uffici del Comune per aver portato avanti con determinazione questo percorso».
E di lavoro di squadra e lungimiranza ha parlato anche il presidente della cooperativa Chiusa di Pontedoro, Lio Bastianini: «Se oggi siamo qui lo dobbiamo al lavoro di squadra. Abbiamo trovato nelle istituzioni, dal Comune all’Authority, sino alla Regione, la massima disponibilità a superare tutti gli ostacoli che si frapponevano tra la nostra visione di sviluppo e la sua concreta realizzazione. C’è un forte interesse per questo progetto e ora abbiamo tutti gli strumenti per andare avanti».
Infine Maurizio Poli, dirigente affari legali e demanio marittimo del Comune, che ha seguito tutto l’iter, ha evidenziato le ragioni dell’appeal che il nuovo porto può esercitare nei cofnronti degli imprenditori della cantieristica: «Seguendo le previsioni del master plan regionale – ha spiegato Poli – è evidente che in Toscana per anni non si faranno altri porti, e questo aumenta l’interesse per uno nuovo vicino all’avvio dei lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’opera importante che ieri ha vissuto una fase decisiva della scalata burocratica (iniziata nel 2002, prima di arrivare al progetto del 2011) con la firma dell’accordo procedimentale avvenuta nella sede piombinese dell’Autorità portuale tra Comune di Piombino, la stessa Adsp dell’Alto Tirreno e la cooperativa “Chiusa di Pontedoro”, aggiudicataria della concessione per la realizzazione del nuovo porto turistico lungo il tratto costiero compreso tra la Punta Semaforo a Ovest (in prossimità del porto commerciale-passeggeri) e la foce del Cornia a Est.
La firma di quell’accordo (tra il presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini, il sindaco Massimo Giuliani e il preisidente della coop Lio Bastianini) era indispensabile in attesa dell’imminente Via da parte della Regione «per dare atto – come ha spiegato Claudio Capuano – di quel che è stato fatto e di quel che resta da fare per arrivare alla concessione, rappresentando un titolo che consente alla coop “Chiusa di Pontedoro” di procedere». Ossia di stipulare mutui, chiedere finanziamenti, stringere preaccordi contrattuali con soggetti interessati alla cantieristica, quello che è considerato il vero motore di tutto l’impianto, capace di moltiplicare le previsioni occupazionali fino alla quota di 400 posti di lavoro a regime.
Il progetto è articolato in quattro stralci: 1) la darsena turistica con 652 posti barca, con una parte dedicata a box per il diportismo, un centro commerciale di 4mila mq e 40mila mq di parcheggi; 2) Il polo della cantieristica, 80mila mq di aree e una banchina da 180 metri; 3) un’area con una funzionalità autonoma dedicata alle attività di pesca: 57 posti barca previsti e un ettaro di magazzini per la conservazione del fresco, delocalizzando così gli attracchi dei pescherecci del porto di Piombino, un passo verso la realizzazione del piano regolatore portuale, nella parte che prevede il tombamento della darsena pescherecci; 4) un’area di 100 posti dedicata alla nautica sociale e sportiva, più altri cento posti barca per i soci della cooperativa.
Ora la cooperativa consegnerà entro sessanta giorni un cronoprogramma degli interventi, con indicazione dei tempi di massima necessari alla realizzazione delle opere. Il Comune di Piombino da parte sua convocherà la Conferenza dei servizi conclusiva del procedimento prevista dal Decreto Burlando, per recepire le indicazioni contenute nella Valutazione di impatto ambientale di competenza regionale.
«Oggi si dà avvio a un percorso importante – ha detto il sindaco Giuliani – la città ha bisogno di progetti come questo: ringrazio l’Adsp e prima ancora l’ex Autorità Portuale di Piombino, la cooperativa e gli uffici del Comune per aver portato avanti con determinazione questo percorso».
E di lavoro di squadra e lungimiranza ha parlato anche il presidente della cooperativa Chiusa di Pontedoro, Lio Bastianini: «Se oggi siamo qui lo dobbiamo al lavoro di squadra. Abbiamo trovato nelle istituzioni, dal Comune all’Authority, sino alla Regione, la massima disponibilità a superare tutti gli ostacoli che si frapponevano tra la nostra visione di sviluppo e la sua concreta realizzazione. C’è un forte interesse per questo progetto e ora abbiamo tutti gli strumenti per andare avanti».
Infine Maurizio Poli, dirigente affari legali e demanio marittimo del Comune, che ha seguito tutto l’iter, ha evidenziato le ragioni dell’appeal che il nuovo porto può esercitare nei cofnronti degli imprenditori della cantieristica: «Seguendo le previsioni del master plan regionale – ha spiegato Poli – è evidente che in Toscana per anni non si faranno altri porti, e questo aumenta l’interesse per uno nuovo vicino all’avvio dei lavori».
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