Il Tirreno

campiglia 

Cdc all’attacco sulle cave «Giunta indifendibile»

CAMPIGLIA. Dopo il Comitato per Campiglia, sulla variante urbanistica giunge la bocciatura anche del gruppo consiliare Comune dei cittadini.«L’ennesimo inchino al settore cave» viene definita la...

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPIGLIA. Dopo il Comitato per Campiglia, sulla variante urbanistica giunge la bocciatura anche del gruppo consiliare Comune dei cittadini.

«L’ennesimo inchino al settore cave» viene definita la modifica normativa «un’altra desolante vicenda nel rapporto tra cave e interessi generali». La variante prevede l’estensione della scadenza delle attività estrattive per Cave di Campiglia fino al 2028, rispetto al 2018, scadenza che comunque non intacca il volume totale di metri cubi di materiali estratti che erano stati fissati nel piano di coltivazione del 2002; la riduzione del materiale estratto negli anni scorsi era dovuta alla crisi del settore. «Sono state respinte tutte le osservazioni - sostiene Cdc - quelle del Comitato per Campiglia, che proponeva maggiore tutela per il paesaggio, e quella dell’altra società estrattiva, la Sales, che lamentava disparità di trattamento tra la cava di Monte Valerio e quella di Monte Calvi».

Vengono ricordate le previsioni del piano strutturale del 2007 «e anche le recentissime dichiarazioni del Pd e della giunta Soffritti al momento della costituzione della società Rimateria». Su questo punto la lista civica rimprovera al Pd e alla giunta di aver detto che «le escavazioni andavano ridotte per consentire lo sviluppo di nuove economie nel settore del recupero dei rifiuti industriali», mentre ora «difendono solo il lavoro che c’è nelle cave (sempre meno) e con l’ausilio degli ammortizzatori sociali».

«A noi - scrive Cdc - sta a cuore l’occupazione, quella vera, non assistita, che guarda ai settori emergenti del recupero dei rifiuti, dell’ambiente, del turismo, del patrimonio culturale». Si riconosce che certi percorsi non sono facili, «che le riconversioni hanno bisogno di tempo», e si afferma di non aver «mai immaginato di abbandonare chi lavora in questo settore».

L’affondo più duro è riservato proprio al sindaco, che per «giustificare quello che è l’ennesimo cedimento» non avrebbe esitato «neppure a gettare una pessima luce sulla sua amministrazione». Falsa sarebbe l’affermazione del sindaco secondo cui «la variante era necessaria perché altrimenti non si sarebbero potuti fare i ripristini ambientali».

Date le motivazioni del sindaco, ciò significherebbe che «la sua amministrazione è venuta meno a due precisi obblighi di legge: i controlli sulle escavazioni e il mancato ricorso alle fideiussioni da utilizzare in caso di inadempienza delle imprese».

In conclusione la scelta dell’amministrazione viene giudicata «indifendibile».(f.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa